Philippe Krakowsky, Ceo di IPG
Interpublic Group chiude il terzo trimestre 2025 con ricavi in calo, ma profitti in crescita, e superando le attese degli analisti.
I ricavi della holding pubblicitaria, che presto verrà acquisita da Omnicom - operazione che porterà alla nascita del gruppo pubblicitario più grande al mondo - si sono attestati sulla cifra di 2,49 miliardi di dollari (contro i 2,20 miliardi stimati da Wall Street), in calo del 5,1% su base annua. Nel trimestre, la società ha anche riportato un calo dei ricavi organici consolidati del 2,9% su base annua rispetto al 2024, un fatto che, secondo il rapporto della compagnia, sarebbe il risultato sia della perdita di clienti nei settori vendita al dettaglio e automobilistico e trasporti della holding, sia della diminuzione della spesa da parte dei clienti esistenti.
D’altro canto, i profitti sono aumentati, trainati dal business nei settori alimentare e bevande, sanitario, servizi finanziari, e tecnologia e telecomunicazioni (a fine settembre, IPG è stata selezionata come partner globale per creatività, produzione e media dalla divisione Consumer Health di Bayer). L'utile per il trimestre è stato di 34 centesimi per azione, superiore ai 5 centesimi per azione riportati l'anno precedente.
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Sulle performance della società avrebbero influito anche altri fattori, come la riduzione pianificata della forza lavoro di circa 800 dipendenti e lo svuotamento di spazi adibiti a uffici per circa 12.541 metri quadrati nel corso del trimestre.
Il tutto in vista dell’acquisizione del gruppo da parte di Omnicom. Quest’ultima, in occasione della propria recente call di bilancio, ha dichiarato che l’acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine di questo mese, dopo la revisione del procedimento da parte dell’Unione Europea. L’operazione è stata già approvata in USA, UK e Messico. Secondo quanto affermato da John Wren, CEO di Omnicom, la holding illustrerà la nuova struttura post-fusione e il nuovo portfolio a gennaio 2026, nella settimana del CES (6-9 gennaio).
Stando a quanto riportato nel documento di pubblicazione dei dati di bilancio Q3 di IPG, “a seguito della chiusura della transazione, gli azionisti di Omnicom deterranno il 60,6% della società combinata e gli azionisti di IPG deterranno il 39,4%, a valori interamente diluiti”. Come risultato della fusione, la società cesserà di essere quotata in Borsa.