Inflooendo, pronta la nuova piattaforma potenziata con l’AI
Novità per la piattaforma che consente di fare campagne social sulle pagine online degli editori. Gloria Bassi: «più autorevolezza e controllo rispetto all’influencer marketing tradizionale»
Era il 2017 quando nella mente di Davide Raimondi, Ceo di inflooendo, balenava l'idea di creare una piattaforma che sui social potesse far incontrare domanda e offerta: unire le esigenze di chi deve pubblicizzare un prodotto o servizio e chi ha dello spazio adatto per questo contenuto, rendendolo addirittura utile, offrendo uno spunto interessante per la propria community.
A mano a mano che dall’idea si è passati al progetto concreto, è maturata la decisione che ha reso la proposta di Inflooendo totalmente distintiva: non prendere in considerazione il mondo degli influencer, già abbastanza ricco di proposte sul mercato, ma di soffermarsi su quello degli editori, nello specifico ponendosi come abilitatore di attività di branded content veicolate attraverso le pagine social di quotidiani, riviste e anche community verticali, purché autorevoli e non direttamente associate a un singolo personaggio.
«Questa è stata una scelta di business, mantenuta negli anni, che nel lungo periodo ha consentito di lavorare con tagli più qualitativi, partendo anche da budget più alti rispetto ad altre piattaforme che lavorano in modalità mista oppure solo con influencer e micro influencer», ricorda Raimondi.
La scelta di puntare sulle pagine dei publisher anziché sugli influencer ha un impatto molto forte sul tipo di comunicazione che può essere fatta. A spiegare perché è Gloria Bassi, che con il ruolo di Managing Director ha la responsabilità operativa di Inflooendo: «L’influencer crea il contenuto ad hoc, secondo il proprio stile. Ciò crea una inevitabile connessione tra il personaggio scelto e il brand, un po’ come accade con i testimonial degli spot TV. Invece – continua Bassi - nel mondo di Inflooendo il contenuto viene fornito dal cliente e modellato sul tone of voice dell’editore, in modo che si adatti perfettamente al contesto e non sia percepito come troppo invasivo dalla fanbase, seppure sia segnalata la sponsorizzazione grazie all’utilizzo di un particolare tag, nel rispetto delle normative di trasparenza».
Si potrebbe dire che si tratta sempre di influencer marketing? «Ci chiamiamo inflooendo, quindi in un certo senso sì, ma con più controllo» risponde Gloria Bassi «Nel nostro caso c’è l’autorevolezza di editori Premium oppure community più verticali che non sono comunque persone fisiche. In ogni caso abbiamo sempre una doppia verifica: prima da parte della piattaforma, poi da parte del publisher, che può rifiutare la creatività se non rientra nei propri standard di comunicazione. Questo ci consente di essere sempre pertinenti e lavorare qualitativamente». spiega Gloria Bassi, Managing Director della piattaforma.
E a proposito di qualità, il 2024 per Inflooendo si apre con una novità. «Questa settimana sarà online la nuova piattaforma – racconta Davide Raimondi -. Il miglioramento tecnologico ottimizza il lavoro velocizzandolo, le risposte diventano immediate anche grazie alla AI. Sempre grazie all’intelligenza artificiale siamo in grado di trovare i target migliori, soprattutto a livello qualitativo. Ci saranno poi nuove metriche che nei report consentiranno di approfondire ulteriormente le performance delle campagne», conclude il Ceo.