16/06/2023
di Andrea Di Domenico

IAB Italia dopo l’incidente a Roma con gli youtuber: “Senza etica non c’è futuro”

L’associazione prende posizione: “L’intrattenimento digitale non può trarre vantaggio da una distribuzione massiva quando vengono lesi i principi etici fondanti della nostra umanità”

Da sinistra: Carlo Noseda e Sergio Amati

L’episodio dell’incidente mortale a Roma, dove un bambino è rimasto ucciso nello scontro con un SUV Lamborghini, ha molto colpito l’opinione pubblica per la dinamica che lo avrebbe generato. I ragazzi coinvolti fanno infatti parte di un gruppo - TheBorderline - che ha un canale Youtube con 600 mila iscritti e una pagina TikTok con quasi 260 mila follower.

I giovani - che hanno un'età compresa fra i 20 e i 23 anni - nei loro video si cimentano in sfide , challenge e scherzi di vario genere, con l'obettivo dichiarato di realizzare "video assurdi e unici". Tra questi, il video "Vivo 50 ore in auto" - che doveva consistere nel resistere 50 ore (appunto) in macchina - che secondo ricostruzioni di stampa pare stessero realizzando durante l'incidente.

Ne è scaturito un dibattito sul rapporto tra i giovani e i social media, e più in particolare sulla responsabilità delle piattaforme digitali nel consentire che contenuti non etici e potenzialmente pericolosi diventino virali e, magari, vengano anche finanziati dalla pubblicità online.

IAB Italia, l’associazione che raggruppa i più noti operatori della pubblicità digitale, si è espressa sul tema con una forte condanna su quanto accaduto, invitando le piattaforme di distribuzione online a interrompere qualsivoglia opportunità di visibilità per i creator eticamente e socialmente dannosi.

“L’intrattenimento digitale” si legge nel comunicato diffuso dall’organismo “è un lavoro lodevole, in cui agenzie e professionisti si impegnano ogni giorno per creare contenuti originali pensando ai gusti, interessi e desideri dei loro pubblici finali”. Fatta questa premessa, questo processo creativo “non può in alcun modo trarre vantaggio da una distribuzione massiva quando vengono lesi i principi etici fondanti della nostra umanità” ammonisce Sergio Amati, General Manager di IAB Italia.

“Ci stringiamo attorno alla famiglia di Roma in questo terribile momento. Non vi è alcuna ragione che giustifichi quanto accaduto, e riteniamo nostro dovere rivolgerci alla nostra industry tutta e alle piattaforme di distribuzione di contenuti digitali e video in particolare, affinché intervengano per controllare e bloccare ogni possibile via di visibilità e promozione per chiunque produca contenuti lesivi della vita stessa” ha dichiarato con fermezza Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia.

“La nostra associazione è a disposizione del Governo e dei suoi Ministeri sin da ora per collaborare alla definizione e creazione di un quadro normativo di riferimento” ha precisato Noseda.

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