Sanremo, attenzione e pubblicità: il punto di vista di Adlook sul Festival che cambia
L'evento è un fenomeno multicanale e continuativo, capace di attivare pubblici diversi e momenti di attenzione ad alta intensità. Ecco i consigli della società di media buying per ottimizzare targeting, timing e rilevanza del messaggio
Dal 24 al 28 febbraio 2026, l’Italia tornerà a fermarsi per il Festival di Sanremo, un appuntamento che continua a rappresentare uno dei momenti mediatici più rilevanti del Paese. Accanto alla sua dimensione culturale e televisiva, Sanremo si conferma sempre più come un evento centrale anche per i brand, diventando un terreno strategico per le attività di comunicazione e pubblicità, grazie alla capacità di concentrare attenzione, conversazioni e comportamenti digitali su più giorni e piattaforme.
In questo scenario si inserisce l’osservazione di Adlook, piattaforma indipendente di media buying per l’open internet, che guarda al Festival come a un contesto utile per analizzare come l’attenzione delle persone si distribuisce tra schermi, contenuti e momenti di fruizione. Se la televisione rimane il fulcro simbolico dell’evento, la partecipazione si estende in modo naturale al secondo schermo: oltre il 70% degli spettatori utilizza contemporaneamente smartphone o computer durante la visione (fonte Viewjournal), dando vita a un flusso continuo di ricerche su artisti, testi delle canzoni, look, commenti e retroscena.
“In un’epoca in cui l’efficacia della comunicazione non può più essere valutata solo in termini di esposizione, Sanremo diventa il simbolo di una trasformazione più ampia: dal GRP all’attenzione reale, dal messaggio unidirezionale al dialogo, dal mezzo al momento”, commenta Stefano Leccese Renzetti, VP of Sales di Adlook per l’Italia.
La strategia di Adlook prende le mosse proprio da questa dinamica: l’attenzione oggi non è statica, ma mobile, frammentata e fortemente legata al contesto. Durante Sanremo, il web registra picchi improvvisi di traffico su siti di informazione, entertainment e cultura pop, mentre i contenuti si rinnovano a una velocità tale da rendere rapidamente obsoleto qualsiasi messaggio non ancorato al momento giusto. In uno scenario caratterizzato da sovraffollamento pubblicitario e alta competizione, il tema centrale diventa la capacità di intercettare l’attenzione nel suo punto di massima intensità, anche grazie all’utilizzo di advanced e content-based targeting, leva fondamentale per raggiungere tale obiettivo.
Adlook interpreta Sanremo come un ecosistema composto da pubblici diversi ma interconnessi: i follower più fedeli che seguono ogni serata e partecipano attivamente alle dinamiche del Festival; gli appassionati di celebrity e gossip, attratti dal racconto che si sviluppa attorno agli artisti; e un’audience più ampia di music lovers, che vive l’evento come occasione di scoperta culturale e sonora. Comprendere questi universi significa leggere segnali, interessi e comportamenti che emergono in tempo reale, superando logiche demografiche tradizionali.
La tecnologia di Adlook è progettata per riflettere questo modo di vivere i contenuti: un approccio ID-agnostic e privacy-first che analizza pattern emergenti dal consumo dei contenuti, dall’interesse di ricerca e dalle attività di condivisione, tenendo conto di contesto e momento. Durante il Festival, questo si traduce nella capacità di individuare la “cresta dell’onda”: non limitarsi a presidiare un tema, ma amplificare i contenuti più rilevanti nel preciso istante in cui l’attenzione collettiva è più alta.
Fondamentale, in questa visione, è anche la continuità temporale. Sanremo non si esaurisce nelle serate in diretta, ma si costruisce prima, con l’attesa e il racconto pre-festival, e continua dopo, attraverso commenti, playlist, analisi e una memoria culturale che si stratifica nel tempo. È lungo tutto questo ciclo che, per Adlook, l’attenzione va osservata, accompagnata e misurata.