• Programmatic
  • Engage conference

07/03/2023
di Lorenzo Mosciatti

Invibes, il digital advertising è ancora più sostenibile con le metriche di attention

La tech company guidata in Italia dal Country Director Alvise Zennaro continua ad investire per ridurre la carbon footprint del settore rendendo le sue campagne più green

invibes.jpg

Invibes Advertising, la tech company internazionale specializzata nel digital advertising, continua ad investire per assicurare al mercato una pubblicità più sostenibile dal punto di vista ambientale garantendo un’elevata efficacia alle campagne degli inserzionisti. In quanto criterio sempre più importante per i consumatori, la sostenibilità sta diventando anche una priorità di misurazione dell’efficacia di una campagna. Per questo motivo, Invibes si sta impegnando per ridurre la carbon footprint del settore rendendo le sue campagne più green attraverso pianificazioni a basse emissioni certificate, obiettivi interni di riduzione delle emissioni di CO2 e la sua carbon-neutral label. Inoltre, Invibes lavora costantemente per innovare i suoi formati in-feed ad alto impatto e la sua soluzione di smart targeting che portano a ottimi risultati per l’attention, una metrica che mostra la promessa di migliorare non solo l'efficienza della campagna, ma anche la sua sostenibilità. 

L’impatto ambientale del digital advertising 

A differenza di quanto si possa pensare, digital non vuol dire automaticamente sostenibile. Infatti, per alimentare i server necessari per erogare un annuncio online serve una considerevole quantità di energia, ed energia equivale ad emissioni. Il tutto è aggravato dal fatto che solo un terzo degli annunci erogati ottiene la piena attenzione del pubblico, come evidenzia la ricerca di dentsu “The Attention Economy”, diventando non solo una sfida per gli advertiser, ma anche una situazione che pesa in modo significativo sull’impatto ambientale. 

Secondo uno studio di Ebiquity e Scope3, infatti, su 116 miliardi di ad impression monitorate, la media delle emissioni dell’advertising digitale si aggira intorno ai 670 g di CO2 per 1.000 impression. Una cifra drasticamente superiore alle emissioni delle campagne di Invibes, pari a soli 27 g di CO2, segnala la società. Considerando la quantità di campagne che un singolo advertiser o agenzia gestisce in un anno, questa cifra può arrivare a toccare anche i trilioni. Questo, però, significa che molte delle risorse impiegate per diffondere una campagna vanno sprecate in quanto non riescono a raggiungere con efficacia il target desiderato. Diventa, quindi, imperativo avviare un cambiamento. 

Sostenibilità e attention 

L’uso sempre più frequente dell’attention come parametro importante nella misurazione delle campagne è una strategia che giova non solo agli advertiser che la adottano e ai consumatori finali, ma anche all’ambiente. Effettivamente, le metriche di attention aiutano a capire dove e come fare investimenti pubblicitari con conseguenze positive per la propria strategia di branding e per l’aumento della brand recall. Concentrarsi sulle persone potenzialmente più interessate al messaggio per ottenere la loro attenzione, piuttosto che adottare un targeting generalizzato con lo scopo di raggiungere più reach possibile, fa sì che gli annunci non siano semplicemente visibili dal target scelto, ma vengano realmente assimilati. Privilegiare la qualità rispetto alla quantità significa risparmiare delle risorse che andrebbero sprecate, evitando emissioni di CO2 non necessarie e ottenendo un engagement di maggior valore spendendo lo stesso. 

La formula di Invibes 

Le campagne in-feed di Invibes, dice la società, riescono a catturare l'attenzione degli utenti e a ridurre il rischio che l'annuncio non venga visto grazie a formati ad alto impatto. Messi alla prova da Lumen rispetto ai benchmark di settore, i formati Invibes hanno dimostrato di generare un’attenzione quattro volte superiore rispetto agli standard display e 8 volte superiore rispetto ai social. A ciò si aggiunge lo Smart Targeting Invibes, basato sulla combinazione di contextual e user targeting, che minimizza l’impatto delle campagne in termini di CO2 aumentandone l'efficacia in quanto permette di raggiungere realmente il target interessato al messaggio. 


Leggi anche: INVIBES ADVERTISING PROMUOVE LA PUBBLICITÀ SOSTENIBILE CON IL BOLLINO “CARBON-NEUTRAL”


Grazie a questa strategia, ESG Score ha rilevato che le campagne in-feed Invibes producono emissioni di carbonio inferiori del 95% rispetto ad altri player dell’advertising industry: le emissioni delle campagne Invibes, infatti, si attestano a soli 27 CO2g/1000 impressioni contro il benchmark del settore che arriva ai 670 CO2g/1000 impression. Questo valore, tuttavia, è destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi anni grazie al passaggio a un’alimentazione degli outsourced server tramite energia rinnovabile e a una progressiva diminuzione del consumo energetico. Inoltre, il lancio dell’Invibes Carbon-Neutral label offre ai clienti l'opportunità di perseguire i propri obiettivi di sostenibilità investendo in campagne pubblicitarie a zero emissioni. 

“Considerato che fino ad ora l’advertising industry è stata responsabile di un elevato numero di emissioni, in Invibes vogliamo farci precursori di un cambiamento globale che coinvolga tutta la filiera pubblicitaria”, afferma Alvise Zennaro, Country Director Italia di Invibes Advertising. “I risultati dimostrano già che i livelli di attention raggiunti grazie a formati in-feed impattanti e alla tecnologia di Smart Targeting hanno chiari benefici sia in termini di KPI media e brand lifting sia, di conseguenza, in termini di riduzione dell'impatto ambientale. Sempre più clienti credono in questo progetto e stanno partecipando con noi per portare avanti questa strategia”.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI