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07/03/2022
di Cosimo Vestito

Sempre più Big Tech prendono posizione contro la Russia: ora anche TikTok, Netflix e Spotify limitano i servizi

Nel frattempo, anche IAB Europe ha annunciato la cessazione dei rapporti con le filiali russe e bielorusse

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Si allunga la lista delle compagnie tecnologiche, digitali e appartenenti al mondo della comunicazione che hanno deciso di interrompere la fornitura dei propri servizi o, in alcuni casi estremi, cessare del tutto le attività in Russia (WPP e Accenture Interactive i casi più eclatanti finora) in seguito all’invasione dell’Ucraina.

Nella serata di ieri TikTok ha fatto sapere che sospenderà gli streaming in diretta e la condivisione di nuovi video in Russia a causa della recente legge varata per contrastare le notizie false, che prevede fino a 15 anni di carcere per i cittadini russi e stranieri che diffondono ciò che il governo definisce fake news sulle forze armate e sull’azione militare in Ucraina. La piattaforma di ByteDance è il primo importante social network a decidere spontaneamente di limitare le sue attività in territorio Russo, dato che Facebook e Twitter sono state bloccate a livello nazionale per decisione di Mosca in rappresaglia ad alcune azioni intraprese dalle piattaforme.


Leggi anche: WPP INTERROMPERÀ LE SUE ATTIVITÀ IN RUSSIA IN RISPOSTA ALL'INVASIONE DELL'UCRAINA


Netflix ha sospeso il suo servizio in Russia in segno di protesta contro l'invasione. Nei giorni scorsi, la piattaforma di straming di film e serie tv aveva già annunciato la sospensione di tutte le nuove produzioni e le future acquisizioni. In particolare, da oggi in Russia non sarà più possibile iscriversi a Netflix, mentre gli abbonati correnti invece potranno continuare a usare la piattaforma fino al prossimo pagamento.

Anche Spotify ha annunciato di aver chiuso per un periodo indefinito i suoi uffici in Russia senza però disattivare l’accesso al servizio nel Paese. La compagnia ha inoltre reso più difficile per gli utenti trovare contenuti affiliati allo stato e rimosso dalla piattaforma tutti i contenuti provenienti dalle testate RT e Sputnik, sostenute dal Cremlino.

Nel frattempo, Facebook ha limitato ulteriormente il funzionamento delle operazioni pubblicitarie in Russia, ritirando tutti gli annunci rivolti all’utenza domestica e bloccando gli annunci pianificati dai marketer russi in tutto il mondo. La decisione arriva dopo che venerdì il Roskomnadzor, l’autorità per la tecnologia e la comunicazione di Mosca, aveva ufficialmente oscurato il social network.

Anche IAB Europe prende una posizione

Anche IAB Europe in questi giorni ha annunciato la sospensione della cooperazione tra IAB Russia e IAB Bielorussia in risposta all’invasione dell’Ucraina.

“Siamo spiacenti di aver preso questa decisione contro organizzazioni partner, ma la brutalità dell’attacco non provocato Russo contro uno stato sovrano europeo non ci dà altra scelta se non usare ogni leva a nostra disposizione per aumentare il suo isolamento”, ha dichiarato il Ceo dell’associazione Townsend Feehan, “IAB Europe è al fianco dei nostri innocenti colleghi ucraini a Kiev e altrove, che stanno continuando a lavorare sotto circostanze scioccanti”.

Lo stesso governo russo starebbe lavorando per rispondere alle iniziative delle big tech occidentali e garantire il funzionamento dell’internet domestica. Secondo quanto condiviso da Nexta Tv su Twitter, il Paese starebbe preparando la disconnessione dalla rete globale trasferendo i server e i domini sul territorio nazionale. L’operazione dovrebbe avvenire entro l’11 marzo.

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