28/02/2026
di Simone Freddi

Paramount annuncia l’acquisizione di Warner Bros. Discovery: al via una “next-generation media company”

Accordo definitivo tra i due gruppi per unire studios, streaming e TV lineare e rafforzare la competizione globale nell’intrattenimento

Paramount Skydance ha annunciato di aver raggiunto un accordo definitivo per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. L’annuncio arriva a poco più di 24 ore dal passo indietro di Netflix, che aveva deciso di non rilanciare sulla propria offerta, aprendo di fatto la strada all’intesa tra i due gruppi.


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Le due società hanno comunicato di aver raggiunto un accordo di fusione definitivo che porterà alla nascita di un nuovo gruppo dell’intrattenimento globale di “next generation”, con closing previsto nel terzo trimestre del 2026, subordinato alle approvazioni regolatorie e al voto degli azionisti WBD.

L’operazione punta a ridefinire il posizionamento competitivo del nuovo gruppo in un mercato dell’intrattenimento sempre più guidato dall’integrazione tra storytelling, tecnologia e distribuzione globale. Come si legge nel comunicato, la società combinata sarà “ben posizionata per competere in un’industria in rapida evoluzione, dove contenuti e competenze tecnologiche rappresentano un driver chiave di creazione di valore”.

Al centro della strategia c’è il rafforzamento degli studios e della capacità produttiva. Paramount e Warner Bros. Discovery intendono infatti “investire nei world-class studios delle due aziende, concentrandosi sull’attrazione e la retention dei migliori talent creativi del settore”, ampliando al tempo stesso l’offerta di contenuti sia per le piattaforme proprietarie sia per la distribuzione a terzi. Il piano industriale prevede inoltre una produzione minima di 30 film cinematografici all’anno, con l’obiettivo dichiarato di sostenere occupazione e crescita lungo tutta la filiera creativa.

Un altro pilastro è lo sviluppo del business direct-to-consumer. L’integrazione delle piattaforme streaming viene descritta come funzionale alla creazione di “un competitor globale nello streaming, con maggiore reach, engagement e capacità di monetizzazione”, capace di accelerare la crescita degli abbonati e la redditività nel lungo periodo. La combinazione di Paramount+, HBO Max e Pluto TV dovrebbe inoltre ampliare la scelta per i consumatori e rafforzare la competitività del mercato.

La nuova realtà potrà contare anche su un portafoglio di proprietà intellettuali tra i più ampi del settore, con oltre 15.000 titoli cinematografici e migliaia di ore di programmazione televisiva. Secondo le società, questo permetterà di “offrire maggiore scelta al pubblico e nuove opportunità per talent e creator a livello globale”. Parallelamente, il gruppo manterrà una forte presenza nella distribuzione cinematografica tradizionale, garantendo per ogni film una finestra theatrical globale di almeno 45 giorni prima dell’arrivo sulle piattaforme digitali.

Sul piano finanziario, Paramount acquisirà il 100% di Warner Bros. Discovery pagando 31 dollari per azione in contanti, per una valutazione complessiva di circa 110 miliardi di dollari di enterprise value. L’operazione dovrebbe generare oltre 6 miliardi di dollari di sinergie, principalmente attraverso integrazione tecnologica, razionalizzazione operativa ed efficienze corporate.


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L’annuncio chiude - almeno per ora - un lungo testa a testa che solo pochi mesi fa sembrava destinato a concludersi con la vittoria di Netflix, forte di un accordo già siglato con Warner Bros. Discovery sugli asset Studios & Streaming. Il progressivo rilancio di Paramount Skydance ha però ribaltato gli equilibri, premiando la strategia attendista e la perseveranza di David Ellison e del padre Larry Ellison, fondatore di Oracle e figura considerata vicina all’amministrazione Trump, il cui sostegno finanziario e politico ha contribuito a rafforzare la credibilità dell’operazione. Dopo settimane di rilanci, pressioni regolatorie e scontri tra board, la partita si chiude così con un cambio di scenario che ridisegna gli assetti dell’industria media globale e segna uno dei più significativi consolidamenti del settore negli ultimi anni.

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