Su invito di alcune autorità di protezione di dati personali nazionali, l’European Data Protection Board (EDPB) ha recentemente annunciato che affronterà la tematica del modello ‘Consent or Pay’: si tratta del modello di paywall adottato, per esempio, anche da molti editori italiani (come la Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore tra i tanti, ndr) che dà la possibilità di proporre all’utente alternativamente di accettare il consenso alla profilazione pubblicitaria (tramite il pulsante “accetta tutti” del banner dei cookie) oppure di pagare un prezzo ragionevole per fruire dei suoi servizi.
In risposta alla richiesta di pareri sul tema da parte della stessa EDPB, IAB Europe, Alliance Digitale, IAB Italia e IAB Spagna hanno inviato all’autorità una lettera congiunta. Il documento sottolinea la necessità di una consultazione pubblica per considerare le preoccupazioni di tutte le parti interessate.
Nel testo (la cui versione completa è disponibile qui) le associazioni si augurano che la posizione dell’EDPB si baserà sulla giurisprudenza e sulle linee guida già esistenti in tutta l’Unione Europea e lo Spazio Economico Europeo, e che vi sia una cooperazione adeguata con le autorità per la concorrenza e la tutela dei consumatori rispetto alle considerazioni da svolgersi circa la nozione di prezzo “ragionevole” o “appropriato”.
Inoltre, la lettera sottolinea che una stragrande maggioranza dei cittadini europei desidera decidere quali servizi online pagare e quali no, in quanto finanziati dalla pubblicità. La lettera respinge inoltre l’accusa che il modello Consent or Pay’ equivalga a “pagare” per i diritti di protezione dei dati, dato che il GDPR deve essere rispettato sempre, anche dopo il consenso.
Nel complesso, il documento sostiene un
approccio bilanciato che tenga conto
sia dei diritti di protezione dei dati sia della libertà di svolgere attività commerciali.