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28/01/2026
di Cristina Oliva

Mediaset dopo il video di Corona: "La libertà di espressione non è libertà di diffamazione"

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"La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone": sono le parole con cui inizia la nota di Mediaset diffusa in seguito alla pubblicazione di un nuovo video su YouTube da parte di Fabrizio Corona nella sua pagina "Falsissimo".

Il 26 gennaio, il giudice del Tribunale civile di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso presentato dal conduttore televisivo Alfonso Signorini, disponendo che Corona rimuovesse immediatamente, da qualsiasi piattaforma e da tutti i social media a lui direttamente o indirettamente riconducibili, ogni video e contenuto indicato nel ricorso e comunque riferito a Signorini. Corona ha provveduto a rimuovere le puntate incriminate, ma ha poi pubblicato un nuovo video sul cosiddetto Sistema Mediaset.

"Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social - si legge nella nota di Mediaset - non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero. Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie".

"Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto. Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola".

Il commento di Odg e FNSI

Un commento favorevole alla decisione del Tribunale di Milano arriva dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “La sentenza che il Tribunale civile di Milano ha emesso sul caso di Fabrizio Corona conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge”, riporta la nota congiunta. “Conforta poi li fatto che possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio e il discredito online”.

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