12/05/2026
di Mario Mancuso

La Stampa, closing entro fine maggio: svelati tutti i soci, Elkann al 20% con la nuova fondazione

Come raccontato da La Stampa, a Torino si è tenuto un tavolo istituzionale con Regione, Comune e sindacati. Il Gruppo Sae punta su digitale, eventi, scuole e verticali. Il 12 maggio si apre a Roma il tavolo sindacale

Si avvicina il closing dell'acquisizione de La Stampada parte del Gruppo Sae. Come raccontato da La Stampa, l'11 maggio si è tenuto al Grattacielo della Regione Piemonte un incontro tra Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sae, il governatore Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, le organizzazioni sindacali, l'Associazione Stampa Subalpina e il Comitato di redazione. Presenti anche il presidente di Gedi, Paolo Ceretti, e Pasquale Marchese, nel cda di Sae con deleghe a efficientamento e sviluppo.

Durante l'incontro sono stati resi noti ufficialmente i nomi degli investitori. Il Gruppo Sae costituirà una sub holding, con Sae come componente di maggioranza e una partecipazione ancora da definire del gruppo Toto, concessionario delle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25, che deterrà il 51% de La Stampa Sae. Il restante 49% sarà suddiviso tra più investitori, tra cui John Elkann, amministratore delegato di Exor, che manterrà circa il 20% attraverso la nuova Fondazione "9 febbraio 1867", denominazione che richiama la data di fondazione del quotidiano come Gazzetta Piemontese. Tra gli altri soci figurano Confindustria Torino, Confindustria Cuneo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Reale Mutua e Fondazione Specchio dei Tempi. Federtennis entrerà nella holding con una quota del 6,74%.

Sul progetto editoriale, Leonardis ha indicato cinque asset su cui intende focalizzarsi: digitale, organizzazione di eventi, scuole, academy per giornalisti e pubblicazioni verticali su singoli argomenti. “L'editoria regge se attorno ci si inventa e si sviluppano progetti collaterali”, ha dichiarato. Il quotidiano cartaceo sarà mantenuto, con un rafforzamento della cronaca territoriale e delle edizioni locali. Sul piano internazionale, Leonardis ha annunciato l'intenzione di potenziare la sede romana e quella di New York.

Il Comitato di redazione si è detto “più sereno rispetto a qualche mese fa”, apprezzando la solidità della compagine societaria e il piano industriale, pur chiedendo che le rassicurazioni sul perimetro occupazionale “si traducano in accordi scritti”.

Il presidente Cirio ha confermato che il tavolo istituzionale rimarrà attivo. Il sindaco Lo Russo ha sottolineato come il futuro del quotidiano «non riguardi soltanto gli assetti societari, ma rappresenti un patrimonio di valore per l'intera comunità cittadina». Il 12 maggio si apre a Roma il tavolo sindacale di cessione di ramo d'azienda.

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