19/09/2025
di Teresa Nappi

Il Festival della canzone italiana resta a Sanremo e in RAI fino al 2028

Il CdA ratifica l’accordo con il comune ligure per le prossime tre edizioni, con possibilità di proroga fino al 2030, e l’istituzione di un osservatorio che tra i compiti avrà quello di valutare nuove sedi per la kermesse alternative all’Ariston

Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha approvato il 18 settembre la Convenzione con il Comune di Sanremo per la realizzazione e la trasmissione del Festival della Canzone Italiana nel triennio 2026-2028, con possibilità di proroga fino al 2030.

Una decisione unanime che mette al riparo la kermesse musicale da ogni incertezza e consolida il legame storico tra la Rai e la città ligure.

Il passaggio in CdA rappresentava l’ultimo tassello di un iter lungo e complesso. La partita era iniziata dopo che le sentenze del Tar della Liguria e del Consiglio di Stato avevano imposto al Comune di aprire un bando per l’affidamento della manifestazione, rompendo una consuetudine che vedeva la Rai come partner “naturale” del Festival. Nonostante i tentativi di esplorare soluzioni alternative – Torino e Napoli erano circolate come possibili sedi –, alla fine Viale Mazzini è rimasta l’unico broadcaster a presentarsi al tavolo, siglando a inizio mese un accordo di massima con l’amministrazione comunale.


Leggi anche: ACCORDO TRA LA RAI E IL COMUNE: IL FESTIVAL RESTA A SANREMO


Ora, con la ratifica del CdA, quell’intesa diventa realtà: la Rai si impegna a corrispondere ogni anno al Comune 6,5 milioni di euro, oltre all’1% degli introiti pubblicitari generati dal Festival.

Sul piano dei diritti, al Comune resta la proprietà del marchio “Festival della Canzone Italiana”, alla Rai la titolarità del format televisivo.

La vera novità riguarda la nascita di un osservatorio permanente, organismo congiunto tra Rai e Comune, incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione e di avviare uno studio sulla possibilità di nuove sedi all’interno del territorio sanremese. Una scelta che sembra rispondere alle pressioni del settore discografico, da anni critico nei confronti della capienza e delle condizioni del Teatro Ariston, simbolo indiscusso ma anche limite strutturale della manifestazione.

La prossima edizione del Festival si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2026, collocata strategicamente tra la chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e l’apertura delle Paralimpiadi. Alla guida ci sarà Carlo Conti, confermato anche come direttore artistico.

Ma quello sul Festival non è stato l’unico punto di rilievo del CdA. Le dimissioni di Monica Maggioni, avvenute ad agosto, e il suo nuovo accordo con Rai da collaboratrice esterna vincolata a un regime di esclusiva, ci si attendeva fossero oggetto di discussione (leggi anche qui). La nota diffusa da Rai, però, non specifica nulla di più in merito, se non il passaggio ad interim della Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa a Sabina Sacchi, vice direttrice anziana. 

Nel corso della riunione, i consiglieri hanno anche esaminato i palinsesti televisivi dell’estate e l’avvio della stagione autunnale, valutandone i risultati in termini editoriali e di ascolti. È stato inoltre approvato il nuovo assetto dei palinsesti di Rai Radio, che verranno presentati ufficialmente alla stampa il prossimo 23 settembre.

Accanto a questi temi, il CdA ha preso atto della nomina di Massimo Cappelli come dirigente preposto ai documenti contabili a partire dal 1° ottobre e ha salutato Marco Brancadoro, CFO uscente, ringraziandolo per il lavoro svolto.

La decisione sul Festival, però, resta il cuore dell’incontro. Sanremo, da sempre asset centrale nella strategia editoriale e commerciale di Viale Mazzini, viene blindato almeno fino al 2028, con la possibilità di estendere l’intesa fino al 2030. Per la Rai significa mettere al sicuro uno dei suoi brand di punta e, per Rai Pubblicità, garantire continuità su un evento che da solo sposta ascolti e investimenti.

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