Leonardo Maria del Vecchio (foto MediaCenter LMDV) e Cinzia Monteverdi
Lmdv Media valuta un’Opa totalitaria su Società Editoriale Il Fatto (Seif), la società editrice de Il Fatto Quotidiano, con l’obiettivo di ritirare il titolo dalla Borsa. La società di investimento riconducibile a Lmdv Capital, il family office di Leonardo Maria Del Vecchio, ha annunciato l’intenzione di esaminare un’offerta al prezzo di 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 7,15 milioni di euro.
La risposta dei soci fondatori è arrivata nella stessa giornata del 25 ottobre 2026: i sette azionisti fondatori di Seif, rappresentativi della maggioranza del capitale sociale, hanno comunicato di non essere interessati a cedere le proprie partecipazioni e di non voler aderire a un’eventuale Opa promossa da Lmdv Media. Una presa di posizione che rappresenta un ostacolo rilevante al progetto di acquisizione e al conseguente ritiro del titolo dal mercato.
Sulla base del comunicato della società, il prezzo proposto incorpora un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale registrato il 23 ottobre 2026 e del 16,85% rispetto alla media dei prezzi ufficiali degli ultimi sei mesi. Il valore complessivo dell’operazione è stimato in 7.152.860 euro. Secondo Lmdv Media, l’offerta consentirebbe agli azionisti di cedere i titoli a condizioni più favorevoli rispetto a quelle offerte dal mercato, anche alla luce della liquidità del titolo e dell’andamento delle quotazioni.
Al momento, tuttavia, non si tratta ancora di un’Opa formalmente avviata. Il consiglio di amministrazione di Lmdv Media ha autorizzato una due diligence volta a confermare e approfondire le informazioni disponibili sulla situazione della società editoriale. Solo in caso di esito positivo delle verifiche l’investitore procederà con la promozione dell’offerta.
Una delle principali incognite riguarda la struttura azionaria di Seif e le condizioni necessarie per rendere possibile il delisting. Lmdv Media ha indicato tra le condizioni di efficacia dell’eventuale Opa il raggiungimento di una partecipazione complessiva almeno pari all’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria. La soglia è legata alla necessità di superare il vincolo previsto dallo statuto di Seif, che non consente di detenere azioni in misura superiore al 17% del capitale sociale.
I sette fondatori (Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile) hanno però dichiarato di non voler aderire all’offerta. La loro partecipazione complessiva rappresenta la maggioranza del capitale sociale. La decisione di non conferire le proprie azioni potrebbe quindi rendere più difficile il raggiungimento della soglia richiesta, anche se l’effettiva fattibilità dell’operazione dipenderà dalla distribuzione delle partecipazioni, dalle adesioni degli altri azionisti e dalle condizioni definitive dell’offerta. Il consiglio di amministrazione di Seif ha annunciato che si riunirà nei prossimi giorni per esaminare sia il comunicato di Lmdv Media sia la comunicazione dei fondatori.
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Oltre alla struttura azionaria, un elemento centrale dell’operazione riguarda le condizioni economico-finanziarie della società editrice. Nel comunicato, Lmdv Media precisa che la due diligence esaminerà anche i richiami di informativa sulla continuità aziendale contenuti nelle relazioni di Kpmg relative al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e al bilancio consolidato intermedio al 30 giugno 2026. Sulla base di alcune stime preliminari elaborate a partire dalla documentazione pubblica, Lmdv Media ipotizza che possa essere necessario un apporto di ulteriori risorse finanziarie non superiore a 4 milioni di euro per sostenere la continuità aziendale ed editoriale. Si tratta, allo stato, di una stima preliminare formulata dal potenziale acquirente, che dovrà essere verificata attraverso l’analisi dei dati aziendali.
La strategia di Lmdv: digitale, contenuti e sviluppo editoriale
L’interesse di Lmdv Media non sarebbe limitato all’acquisizione delle partecipazioni e al ritiro della società dalla Borsa. Nel comunicato, l’investitore indica tra gli obiettivi dell’operazione l’integrazione nel proprio gruppo del know-how e dei risultati ottenuti da Seif nell’innovazione digitale e tecnologica, con particolare riferimento ai prodotti editoriali e ai contenuti multimediali digitali. Lmdv Media dichiara inoltre di voler sostenere la crescita e il rafforzamento della società, mantenendone la linea editoriale.
Dalle polemiche con il Fatto all’ipotesi di acquisizione
L’operazione su Seif si inserisce nella strategia di espansione editoriale di Leonardo Maria Del Vecchio. Lmdv Media ha già acquisito il 30% de Il Giornale e l’80% di Editoriale Nazionale, editore dei quotidiani Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. In precedenza, Del Vecchio aveva tentato senza successo di acquisire il gruppo Gedi, editore dei quotidiani la Repubblica e La Stampa.
L’interesse di Leonardo Maria Del Vecchio per Seif arriva dopo settimane di tensioni con Il Fatto Quotidiano. A settembre, un’inchiesta di Gianni Dragoni e Gaia Scacciavillani aveva acceso i riflettori sull’indebitamento di Lmdv Capital e sulla sostenibilità finanziaria della sua campagna di acquisizioni. Del Vecchio aveva contestato le ricostruzioni del giornale, difendendo i conti della holding e replicando anche sui social. In ottobre, il quotidiano è tornato a occuparsi dell’imprenditore, anche in relazione a vicende personali e alle polemiche sui presunti dossier ai danni della sua ex compagna, accuse che Del Vecchio ha respinto.