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23/04/2020
di Simone Freddi

Google accetterà solo inserzionisti "verificati" sulle sue piattaforme pubblicitarie

Il colosso di Mountain View si prepara a estendere a tutti gli inserzionisti le norme pubblicitarie che già regolano gli annunci politici. Obiettivo offrire maggiore trasparenza agli utenti

Google ha annunciato in un blog post di aver messo in atto l’estensione delle norme pubblicitarie che già regolano gli annunci politici a tutti i tipi di inserzionisti e su tutte le piattaforme Google. L’estensione - che entrerà in vigore negli USA e poi negli altri paesi - riguarda un programma di verifica dell’identità dell’inserzionista che dovrà appunto fornire informazioni a conferma della propria identità, relative al proprio business e dichiarare il paese nel quale opera. Si tratta, spiega la società, di un’estensione fatta nell’ottica dell’impegno di Google di fornire ai propri utenti trasparenza, scelta e controllo nell’ambito degli annunci pubblicitari su tutte le proprie piattaforme. "Agli inserzionisti - spiega John Canfield, Director of Product Management, Ads Integrity di Google - verrà richiesto di completare un programma di verifica per acquistare annunci sulla nostra rete. Gli inserzionisti dovranno presentare un documento di identità personale, documenti costitutivi dell'azienda o altre informazioni che provino chi sono e il paese in cui operano. A partire da questa estate, gli utenti inizieranno a vedere le informative che forniscono queste informazioni sull'inserzionista, collegate agli annunci che vedono". Com ha spiegato Google Italia a Engage, le agenzie potranno verificare l'identità di un inserzionista per conto dei propri clienti, su base individuale. In ogni caso, verrà mostrato il nome commerciale o legale dell'inserzionista finale dietro l'annuncio, non verrà mostrata l'agenzia che rappresenta un inserzionista. Nelle ricerche sponsorizzate, ad esempio, la voce "about the advertiser" verrà posta accanto a "why this ad" nel menù a tendina che accompagna ogni link sponsorizzato. "Questa modifica renderà più facile per le persone capire chi è l'inserzionista dietro gli annunci che vedono su Google e li aiuterà a prendere decisioni più informate quando utilizzano i nostri strumenti sul controllo della pubblicità", aggiunge Canfield, citando anche la volontà dell'azienda di Mountain View di contribuire a "sostenere la salute dell'ecosistema della pubblicità digitale rilevando i 'cattivi attori' e limitando i loro tentativi di camuffarsi". Il nuovo programma e la raccolta dei dati sugli inserzionisti partirà dagli Stati Uniti per poi essere esteso gradualmente a livello globale.  Perché il processo sia completato in tutto il mondo serviranno comunque "alcuni anni", precisa Canfield.  

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