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21/03/2024
di Andrea Salvadori

Ecco Disney Advertising, la divisione per la pubblicità di Disney+: «Posizionamento premium e tante opzioni di targeting»

La unit punta su un basso affollamento di spot. La vendita avviene sia per via diretta sia in modalità programmatica. Il punto con Roberto Trojsi, Director of Integrated Ad Sales, Promotions & Affiliate Partnership

Roberto Trojsi, Director of Integrated Ad Sales, Promotions & Affiliate Partnership di The Walt Disney Company Italia

Roberto Trojsi, Director of Integrated Ad Sales, Promotions & Affiliate Partnership di The Walt Disney Company Italia

Un’offerta pubblicitaria posizionata nella fascia alta del mercato, in linea con la qualità dei contenuti proposti da Disney+, e con opzioni di targetizzazione in costante evoluzione. Si presenta così al mercato Disney Advertising, la divisione che The Walt Disney Company Italia ha deciso di costituire in occasione del lancio della nuova offerta di abbonamento con la pubblicità del suo servizio di streaming, proprio per occuparsi della raccolta degli spot.

«La decisione di gestire internamente il business pubblicitario nasce proprio dalla volontà di valorizzare il posizionamento premium dei contenuti proposti da Disney+, una piattaforma dove trovano spazio generi differenti per diverse tipologie di audience», spiega Roberto Trojsi, Director of Integrated Ad Sales, Promotions & Affiliate Partnership di The Walt Disney Company Italia, intervistato in occasione dell'edizione 2024 di IAB Showcase. «Stiamo operando sul mercato da soli cinque mesi e i risultati fin qui ottenuti sono stati superiori alle nostre attese. Siamo molti soddisfatti del numero di nuovi clienti che hanno scelto l’abbonamento con l’advertising e la nostra offerta sta generando un interesse crescente anche tra i brand e le agenzie media, in un mercato dove dominano ancora le logiche della pubblicità lineare».

Disney Advertising conta ad oggi su un team di professionisti che operano sotto la regia di Raffaella Speroni, Ad Sales Sr. Manager di The Walt Disney Company Italia. La pubblicità è venduta sia per via diretta sia in modalità programmatica con due opzioni: con inventory garantito e tramite Preferred Deals. «Uno dei tratti distintivi dell’offerta di Disney Advertising è il basso affollamento: ad oggi i brand hanno l’opportunità di pianificare su Disney+ 1 solo pre-roll nei film, e 1 pre-roll fino a un massimo di 2 mid-roll nelle serie tv, con un affollamento medio di 4 minuti».


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Tra le aziende che hanno deciso di acquistare inventory su Disney+ figurano tanti clienti che già sono legati a Disney in altri ambiti, come gli Studios, i parchi e il licensing. «Disney Advertising può offrire loro infatti l’opportunità di ampliare la reach delle campagne comunicando direttamente con la nostra audience».

Per quanto riguarda la targetizzazione, «le opzioni oggi disponibili sono già diverse: si può infatti pianificare per device, con logiche di geotargeting, fascia oraria o scegliere di comunicare verticalmente sui contenuti dei nostri brand: da Disney a Marvel, da National Geographic a Pixar passando per Lucasfilm fino all’ampia offerta di general entertainment del brand Star. Inoltre offriremo al mercato anche la possibilità di pianificare preselezionando pacchetti di contenuti per genere, fasce d’età o per famiglie, così come per tipologia di contenuto e per ampie fasce demografiche, mentre a breve introdurremo il posizionamento di interruzioni pubblicitarie specifiche e la sponsorship di contenuti chiave selezionati». 

Nell’ambito dei servizi di misurazione, infine, «realizziamo per i clienti report sui risultati ottenuti dalle singole campagne in termini di reach e frequenza, nonché informazioni sull’erogazione delle impression per macro-categorie (tipologia di device, film, serie  tv…). Di recente abbiamo iniziato anche a fornire su richiesta la lista dei primi 50 contenuti, non in ordine di classifica, all’interno dei quali lo spot è andato in rotazione. Il nostro team research si sta quindi attivando anche per la messa a punto di studi su brand lift, brand attribution e reach incrementale».

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