10/04/2020
di Francesco Tempesta

Coronavirus, 4 multinazionali su 5 hanno fermato le proprie campagne: il dato della WFA

Per il 57% delle aziende ci sarà quest'anno un calo degli investimenti pubblicitari. E molti brand stanno modificando le loro creatività puntando su messaggi coerenti con l'emergenza sanitaria

Non solo Coca-Cola e, notizia di pochi giorni fa, Diageo. Sono tanti i brand che stanno mettendo in pausa le campagne pubblicitarie già pianificate a causa dell'emergenza Coronavirus: ben quattro su cinque multinazionali (pari all'81%), secondo quanto rivelano i dati di una ricerca della World Federation of Advertisers (WFA). Lo studio ha indagato le strategie di marketing di alcuni dei principali spender pubblicitari: 32 membri dell'associazione che insieme investono quasi 60 miliardi di dollari e appartengono a 10 mercati diversi. Secondo l'associazione, di cui fa parte anche la nostra UPA, circa il 34% dei brand conta di rinviare di uno o due mesi le proprie campagne, il 28% ha ritirato i propri piani per un intero trimestre, e il 13% aspetterà un intero semestre prima di riportare le loro campagne nuovamente sui media. Solo nel 19% dei casi, il Coronavirus non ha impattato in alcun modo sui piani marketing delle aziende. Ma se in parecchi casi le campagne già pianificate sono state messe in pausa, molti brand (il 79%) ne stanno creando di nuove, optando per messaggi più "a tono" con la crisi. Metà di essi ha già cominciato a diffondere messaggi coerenti col periodo di emergenza sanitaria, o lo faranno nel brevissimo termine; il 29% ci sta lavorando. Ma questi cambiamenti come si riflettono sulla spesa pubblicitaria? In più della metà dei cas, i budget pubblicitari annuali subiranno dei tagli, è quanto ha riferito il 57% delle aziende intervistate, mentre un altro 32% ha affermato che i propri investimenti si manterranno in linea con lo scorso anno. In separata sede, in occasione di un webinar con i propri soci, la WFA ha raccolto le opinioni sul tema di 58 media leader, rivelando che in media il mercato si aspetta un calo della spesa di marketing del 23%, con il 21% degli interpellati che stima tagli di budget di oltre il 40%.

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