Roberto Liscia, Presidente Netcomm, e Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c
Nel 2026 gli acquisti online di prodotti in Italia raggiungeranno i 42,6 miliardi di euro, in crescita del 6% sul 2025, mentre il valore complessivo dell’eCommerce B2C (prodotti + servizi) salirà a 66,6 miliardi (+6%). I dati arrivano dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, presentati ieri durante il convegno “L’eCommerce nei principali comparti di prodotto”.
Il comparto Beauty & Pharma registra un incremento superiore alla media (+8%) mentre Informatica ed Elettronica di consumo, Abbigliamento, Editoria, Arredamento & home living e Food & Grocery presentano una crescita in linea con quella del settore (con tassi compresi tra il +5% e il +6%). Frena la progressione del settore Auto e Ricambi.
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Cresce di quasi mezzo punto percentuale rispetto al 2025 il tasso di penetrazione dei prodotti: nel 2026 l’incidenza dei consumi online sui consumi totali è pari all’11,5%.
L’Informatica ed Elettronica di consumo è il comparto con l’incidenza dell’online più alta nel 2026, pari al 45% dei consumi complessivi nel comparto. Segue l’Editoria (41%), mentre l’Arredamento e home living e l’Abbigliamento hanno entrambi un’incidenza del 20%.
Tra i settori rappresentativi del Made in Italy, troviamo il comparto del Food & Grocery nei tre i segmenti - Food Delivery (piatti a domicilio), Grocery Alimentare (spesa online da supermercato) ed Enogastronomia (cibi e bevande di nicchia) - che riscontra una crescita del +5% sul 2025 e vale 5,1 miliardi di euro.
In particolare, continua la crescita del segmento Food Delivery (+7% rispetto al 2025), che vale a oggi il 47% dell’alimentare online. In crescita anche il Grocery Alimentare del 5% rispetto allo scorso anno con un’incidenza del 35% sul valore dell’alimentare online.
Nell’Enogastronomia, invece, la componente relativa all’export incide per il 20% circa, con una crescita del segmento del +3% rispetto all’anno precedente ed uno scontrino medio di circa 136 euro.
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Il comparto Beauty & Pharma, che riunisce al suo interno i prodotti di cosmetica, quelli farmaceutici e quelli destinati alla cura e all’igiene della persona, raggiunge i 3,6 miliardi di euro, +8% rispetto al 2025, con un uno scontrino medio di 37 euro.
Il segmento dell’Arredamento & home living (arredo da interno e da esterno, oggettistica e decorazioni, accessori per la cucina, tessile, illuminazione) registra una crescita in linea con quella del settore (+5%) e tocca quota 4,9 miliardi di euro, con uno scontrino medio di 152 euro.
L’Abbigliamento (capi di vestiario, scarpe e accessori) cresce del +5% rispetto al 2025 e raggiunge un valore di 6,6 miliardi di euro, con uno scontrino medio di 115 euro.
In linea anche l’Informatica e Elettronica di consumo che registra una crescita del +6% sul 2025 e vale 9,5 miliardi di euro, con lo scontrino medio più alto, pari a 213 euro.
Chiude la classifica Auto e Ricambi con +3% sul 2025 toccando quota 2,9 miliardi di euro per quanto riguarda la vendita di automobili e pezzi di ricambio online.
"Il retail attraversa oggi una fase delicata, frutto di pressioni che agiscono su più fronti. Da un lato le tensioni geopolitiche, l'aumento dei costi e un quadro economico segnato dal calo dei consumi e dalla crescente polarizzazione degli acquisti, sempre più sbilanciati tra fascia di lusso e logiche low cost. Dall'altro, trasformazioni rapide lungo l'intera catena del valore e un'evoluzione degli stili di consumo che vede convivere esigenze in apparente contrapposizione: c'è chi cerca efficienza, velocità e riduzione dei tempi e chi invece privilegia qualità, relazione e cura dell'esperienza”, dichiara Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano. “In questo scenario cambia anche il significato attribuito al prodotto: nell'abbigliamento come nel lifestyle e nell'alimentare, il consumatore non si accontenta più del bene in sé, ma chiede un'esperienza intorno ad esso. Retail ed eCommerce devono quindi farsi abilitatori di questa esperienza, investendo sull'innovazione tecnologica e ripensando profondamente il ruolo del negozio fisico e la sua integrazione con il canale online. La direzione è quella di un retail a ecosistema, costruito su molteplici touch point - eCommerce, punto vendita, social, marketplace - capaci di rispondere con flessibilità alla crescente soggettività dei consumi. Tutto questo richiede una collaborazione allargata tra gli attori della filiera e una catena del valore sempre più agile, pronta ad adattarsi ai cambiamenti che avvengono a una velocità senza precedenti".
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“Il commercio digitale italiano sta entrando in una nuova fase di maturità: non cresce più solo per ampliamento dell’offerta, ma per capacità di creare valore attraverso qualità dell’esperienza, integrazione e relazione con il cliente”, commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “I dati presentati oggi (ieri, ndr) mostrano un mercato dinamico e resiliente: le imprese italiane dell’eCommerce, nella ricerca Netcomm condotta su quattro Paesi europei, esprimono un livello di ottimismo superiore alla media europea e quasi il 70% prevede crescita nel 2026. Cambiano però profondamente anche i consumatori, con comportamenti sempre più differenziati nei settori food, fashion, beauty, arredamento e informatica. Oggi le persone cercano meno complessità, più orientamento, semplicità e fiducia. In questo scenario dati, Intelligenza Artificiale e integrazione omnicanale diventano leve decisive per costruire esperienze di acquisto a maggiore valore. Anche i risultati del Netcomm Award Consumers’ Choice 2026 confermano questa evoluzione: i consumatori premiano sempre di più qualità del servizio, fiducia, relazione e capacità di integrare fisico, digitale e AI nell’esperienza cliente”.