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di Lorenzo Mosciatti

La televisione torna a crescere in Italia grazie alla pubblicità e allo streaming. Il rapporto di Mediobanca

Sky, Rai e Mediaset controllano più dell’80% del settore. Netflix, il giro d’affari sale a 450 milioni di euro

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I principali operatori del settore radiotelevisivo italiano si avviano a chiudere il 2021 con una crescita dell’8% dei ricavi complessivi, grazie alla ripresa della pubblicità e all’ulteriore accelerazione dei servizi streaming che sfrutterà anche il completamento (previsto per gennaio 2023) del passaggio al digitale terrestre di seconda generazione. E’ quanto emerge dall’indagine annuale sul settore Media & Entertainment italiano e mondiale realizzato dall’Area Studi Mediobanca.

Per quanto riguarda lo streaming, sottolinea il rapporto, è però necessario che il nostro Paese colmi il gap in essere con i principali mercati europei quanto a copertura delle reti broadband VHCN (Very High Capacity Networks). Con il possibile raggiungimento della spesa massima disponibile per abbonato, è probabile che gli spettatori inizino a cercare contenuti gratuiti diversificando le fonti media. È quindi possibile prevedere nel prossimo futuro il rallentamento delle sottoscrizioni ai principali player Svod e l’incremento dell’importanza delle offerte Avod (Advertising video on demand), a vantaggio degli operatori tradizionali del segmento (come RaiPlay e Mediaset Infinity), favorendo l’ingresso di nuovi operatori (Pluto Tv è visibile da fine ottobre 2021) e il lancio di nuove offerte che combinano i business model dei servizi Svod, Avod e Tvod (Transactional video on demand). Con la moltiplicazione delle offerte in streaming crescerà l’importanza degli aggregatori di contenuti come SkyQ e TimVision che offrono agli utenti anche un servizio di orientamento alla visione dei contenuti stessi.

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