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23/07/2020
di Simone Freddi

Audiweb e Audipress potrebbero fondersi all’insegna della “total audience”

I prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della metodologia Audiweb 2.0. Tra le ipotesi sul tavolo, c’è anche quella di una fusione con Audipress per arrivare a una rilevazione unificata dell’audience degli editori di news su carta e web

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Fondere Audiweb e Audipress per offrire al mercato una rilevazione della total audience degli editori in grado di fondere carta e digitale? L’ipotesi, concreta e già in passato portata all’attenzione dei tavoli tecnici di Audiweb, potrebbe prendere quota alla luce delle importanti scelte che la società che rileva le audience online è chiamata a prendere nei prossimi mesi.

Come abbiamo già riportato, martedì scorso si è riunito consiglio di amministrazione della società, partecipata dagli editori online (riuniti in Fedoweb), dagli investitori pubblicitari (Upa) e dalle agenzie di pubblicità (Assap), per valutare la situazione dopo che Nielsen, il partner tecnologico con cui Audiweb gestisce le misurazioni, ha annunciato la sua intenzione di abbandonare le sue attuali metodologie di rilevazione a favore di un nuovo impianto di ricerca, più in linea con gli attuali standard tecnici e normativi del web, con riferimento in particolare alla privacy degli utenti.

Una decisione che ha un impatto diretto sulle caratteristiche della metodologia Audiweb 2.0, usata dal 2017, dal momento che Nielsen, che si propone di diventare completamente autosufficiente nelle rilevazioni, a partire dal 2021 non dovrebbe più utilizzare Facebook come data provider e non sarebbe quindi più in grado di fornire ad Audiweb determinate informazioni oggi ottenute grazie alla triangolazione dei dati con il social, come per esempio il sesso e l’età degli utenti web.

La multinazionale americana continuerà certamente a fornire fino alla fine dell’anno i suoi attuali servizi di rilevazione alla società di cui è presidente Marco Muraglia, la quale potrà dunque pubblicare i consueti report sulla total digital audience fino al febbraio 2021. Nel frattempo, Audiweb dovrà studiare la nuova metodologia proposta da Nielsen e stabilire se è possibile continuare una relazione con la multinazionale americana su queste nuove basi oppure valutare le alternative presenti sul mercato.

I prossimi sei mesi saranno, dunque, decisivi per una revisione dell’attuale impianto di ricerca capace di tenere conto, tra l’altro, anche delle importante evoluzioni in atto nel mercato pubblicitario, a partire dalla decisione assunta dai principali player del mercato digitale di limitare l’uso dei cookies.

E’ in questo contesto che si innesta l’opzione, su cui i vertici della società starebbero ragionando, di arrivare a una rilevazione unica dell’audience degli editori di news, che metta insieme online e carta. L’idea è quella di una fusione di Audiweb con Audipress, la società che rileva la diffusione di quotidiani e periodici presieduta da Ernesto Mauri e di cui fanno parte gli editori della Fieg, le agenzie di Una e gli investitori pubblicitari attraverso l’Upa. Proprio quest’ultima, che siede anche nel CdA di Audiweb, sarebbe il principale sponsor di questo progetto, secondo quanto ricostruito da Prima Comunicazione.

Già lo scorso gennaio, scrive Prima, si sarebbe aperto un tavolo di confronto tra le parti che sta valutando come arrivare a una rilevazione complessiva della total audience che riguardi sia gli editori tradizionali sia quelli online.

Partendo dal presupposto che il mondo va verso il digitale e una convergenza accelerata, non c’è dubbio che una rilevazione integrata, capace di fornire una visione dell’audience dei vari brand editoriali in tutte le loro declinazioni (carta, replica digitale, app, sito web…) sarebbe senz’altro interessante per il mercato pubblicitario. Si tratterebbe, di fatto, di un’evoluzione molto simile a quella intrapresa dall’Auditel – altro organismo che vede Upa coinvolta – che da un anno rende pubblici, oltre ai dati degli ascolti sul “tradizionale” piccolo schermo, anche quelli dei contenuti tv e degli spot sulle piattaforme digitali.

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