14/01/2026
di Andrea Di Domenico

Dentsu, la vendita dell’estero vacilla secondo il Financial Times

I potenziali acquirenti si sarebbero ritirati dai colloqui sul business internazionale. La holding giapponese replica che non è stata presa alcuna decisione

Il tentativo di Dentsu di cedere le proprie attività internazionali sarebbe vicino al fallimento. A riportarlo è il Financial Times, secondo cui i principali potenziali acquirenti industriali e finanziari si sono progressivamente ritirati dalle trattative. In base alle ricostruzioni del quotidiano britannico, gruppi rivali e il fondo di private equity Apollo avrebbero abbandonato i colloqui già nel corso del 2025, lasciando Bain Capital come unico soggetto ancora al tavolo, seppur con “riserve significative”.

Sempre secondo il Financial Times, il Ceo Hiroshi Igarashi avrebbe informato il board che Bain difficilmente proseguirà e che il processo di vendita si sarebbe di fatto arenato.

Interpellata da Campaign, Dentsu ha però smentito che sia stata presa una decisione formale: “Ci sono state notizie di stampa riguardanti il business internazionale, ma la società non ha fatto alcun annuncio”, ha dichiarato il gruppo, ribadendo che la priorità resta la ricostruzione delle attività fuori dal Giappone e che sono in corso valutazioni su “partnership strategiche e complete” per sostenere la crescita dei clienti e il valore aziendale.

Qualche informazione ufficiale in più da parte di Dentsu potrebbe arrivare il mese prossimo, in occasione della relazione finanziaria sui risultati 2025. Intanto, a seguito delle indiscrezioni sul fallimento delle trattative di vendita, il titolo di Dentsu ha subito un calo dell’11% del titolo a Tokyo.

La volontà di Dentsu di esplorare delle opzioni strategiche per le attività internazionali era emersa lo scorso settembre: dopo un primo semestre sotto le attese e l’annuncio di un piano di riduzione del personale pari all’8% della forza lavoro globale, il gruppo aveva aperto esplicitamente alla possibilità di rivedere in profondità il perimetro e la struttura delle attività estere. In particolare, il Ceo Hiroshi Igarashi aveva parlato della necessità di valutare una “partnership completa e strategica” per il business internazionale, spiegando che l’obiettivo era ricostruirne le fondamenta e migliorarne la competitività.

«Ricostruiremo le basi e rivaluteremo le unità meno performanti», aveva dichiarato il manager, aggiungendo che l’azienda non considerava “definitivo” l’assetto esistente e che, in base alle condizioni di mercato, avrebbe potuto intraprendere “mosse più incisive”. In quella fase Dentsu aveva anche avviato un confronto con advisor esterni per esplorare possibili partnership con terze parti, nel tentativo di accelerare il rilancio internazionale.
Del resto gli ultimi risultati economici disponibili, relativi ai primi 9 mesi dell’anno, evidenziano chiaramente la doppia velocità a cui si muove la holding, solida in Giappone e in affanno oltremare. Se il mercato domestico infatti è arrivato a segnare +6,8% tra gennaio e settembre, fuori dai confini il gruppo resta sotto pressione: in particolare i ricavi nell’area APAC hanno fatto segnare -10,1%, mentre l’area EMEA il -1,9%.

È in questa frattura tra una macchina domestica che continua a girare e un business internazionale ancora sotto pressione che si inserisce il dossier sulla vendita o sulla ricerca di partner, oggi arrivato a un nuovo punto critico.

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