08/06/2026
di Lorenzo Mosciatti

Bending Spoons verso Wall Street: depositata la richiesta di quotazione al Nasdaq

Il gruppo tecnologico italiano avvia formalmente il percorso per l’Ipo negli Stati Uniti. L’operazione potrebbe raccogliere oltre 4 miliardi di dollari e finanziare nuove acquisizioni

Luca Ferrari, CEO e co-fondatore di Bending Spoons

Bending Spoons compie il primo passo ufficiale verso la Borsa americana. La società fondata da Luca Ferrari insieme a Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli ha annunciato di aver depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense il modulo F-1 per la quotazione delle proprie azioni al Nasdaq.

La società non ha ancora definito il numero di titoli da collocare né la fascia di prezzo dell’offerta. Secondo indiscrezioni di mercato, l’Ipo potrebbe valere oltre 4 miliardi di dollari, interamente destinati ad aumento di capitale. Le risorse raccolte serviranno a sostenere la strategia di crescita per linee esterne, con nuove acquisizioni dopo quelle già concluse negli ultimi mesi. L’operazione vede Goldman Sachs, JP Morgan e Allen & Company nel ruolo di joint lead book-running manager, affiancati da un ampio pool di istituti internazionali e italiani.

Dal prospetto emergono anche le nuove dimensioni del gruppo dopo le acquisizioni di AOL, Eventbrite e Vimeo, completate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Su base pro-forma, i ricavi del 2025 di Bending Spoons raggiungono 2,6 miliardi di dollari, il doppio rispetto agli 1,3 miliardi registrati a livello consolidato. L’Ebitda pro-forma sale a 1,74 miliardi, mentre l’utile netto si attesta a 22,4 milioni di dollari. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi hanno raggiunto 601,3 milioni di dollari, pari a 655,4 milioni su base pro-forma. L’utile netto è stato di 27,5 milioni, mentre il dato pro-forma evidenzia una perdita di 13,1 milioni.

Sul fronte finanziario, al 31 marzo 2026 il debito lordo ammontava a 4,36 miliardi di dollari, con una disponibilità liquida di 740,8 milioni. L’indebitamento netto si attesta quindi a circa 3,68 miliardi, corrispondente a una leva finanziaria di 2,19 volte, ben al di sotto del limite di 4 volte previsto da alcuni accordi di finanziamento. Nei prossimi anni il gruppo dovrà affrontare rimborsi progressivi del debito, mantenendo al contempo il focus sulla crescita attraverso nuove acquisizioni.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI