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19/02/2019
di Cosimo Vestito

Accenture Interactive si prepara a un 2019 all’insegna della crescita. Diana: «Focus su creatività e programmatic»

Alessandro Diana, Managing Director per l’Italia, illustra obiettivi, valori e struttura dell’experience agency di Accenture

Alessandro Diana

Alessandro Diana

Forte di una vasta offerta di servizi, un organico numeroso e un approccio multidisciplinare, la sede italiana di Accenture Interactive rappresenta oggi uno dei principali attori dell’industria della comunicazione. L’agenzia, che attualmente impiega nel nostro Paese oltre 400 persone, mette a disposizione dei clienti le sue competenze in ambiti diversi ma interconnessi tra loro. Internamente Interactive è organizzata in 4 domini - Commerce, Content & Creativity, Marketing e Design - a cui si affiancano delle strutture orizzontali come gli Experience Architect, che integrano attività di gestione dei clienti e di relazione con competenze legate più strettamente alla consulenza di business. Ne abbiamo parlato con Alessandro Diana, Managing Director per l’Italia di Accenture Interactive. Qual è il posizionamento di Accenture Interactive sul mercato? «Ci definiamo una “experience agency”: una struttura che si pone l’obiettivo di ripensare radicalmente le esperienze di brand a stretto contatto con le aziende. Per farlo, adottiamo approccio olistico alla comunicazione, ciò vuol dire che aiutiamo i nostri clienti a riconcepire la loro comunicazione nel senso più ampio e completo possibile. Nel corso dei primi anni di attività, quando ci stavamo affacciando al mercato, era certamente una novità vedere comparire il nome di Accenture per progetti che fino ad allora erano stati appannaggio delle sole agenzie, ma adesso registriamo un elevato grado di attrattività e credibilità del nostro marchio. L’arrivo di un soggetto come Accenture Interactive ha sortito sicuramente degli effetti positivi su tutta l’industria della comunicazione e possiamo affermare che oggi il mercato ne sta traendo vantaggio». La società offre una gamma di servizi piuttosto ricca. Come avete organizzato la vostra struttura in funzione di questo? «L’agenzia si compone di cinque macrogruppi, a cui corrispondono altrettante discipline o competenze: Commerce, Content & Creativity, Marketing, Design ed Experience Architect. Localizzata a Milano, l’area Commerce, che rappresenta il fulcro operativo da cui sono partite le nostre attività, si occupa dei canali transazionali, dell’innovazione di interfacce e touchpoint, e di conversational e distributive commerce. Oggi è riconosciuta in tutto il mondo come un centro di eccellenza perché è proprio da qui che seguiamo importanti progetti di carattere internazionale. La disciplina Content & Creativity, invece, è nata recentemente ma ci ha già dato grandi soddisfazioni. Inizialmente dedicata solo alla produzione di contenuti, ha in seguito allargato il suo perimetro alla creatività, accogliendo al suo interno copywriter, art director e strategic planner. Più in generale, quest’area è impegnata nell’innovazione delle modalità di produzione degli elementi creativi, sfruttando dati e tecnologia per agevolare i processi e amplificare i risultati. Il macrogruppo Marketing comprende una serie di servizi e attività attinenti al marketing digitale, ovvero analytics, performance, social network, media digitali e programmatic e campagne. Si tratta di un’area contrassegnata da una natura ibrida, fondata sull’intersezione tra competenze diverse e trasversali che vanno, appunto, dal marketing al business. Le competenze in ambito Design sono frutto dell’acquisizione di Fjord, agenzia globale specializzata nella progettazione di servizi ed esperienze. L’operazione, che negli anni si è dimostrata proficua, ha permesso a Fjord di integrarsi perfettamente nella struttura di Accenture Interactive pur mantenendo la sua autonomia. Infine, Experience Architect è la disciplina impegnata a dialogare con i clienti per concepire nuove forme esperienziali. Grazie alle sue innovative ed eclettiche figure professionali, a metà tra i consulenti strategici e gli account d’agenzia, essa rappresenta una risorsa fondamentale per l’intera società. Tutte queste aree contribuiscono in maniera bilanciata alla crescita di Accenture Interactive». Un’offerta così differenziata richiede un personale numeroso e qualificato. Ci parli della squadra. «Sotto questo punto di vista, in Italia in particolare abbiamo registrato importati livelli di crescita. Attualmente nel nostro Paese sono impiegate oltre 400 persone e contiamo nei prossimi mesi di arrivare a quota 500. È importante evidenziare che, a livello globale, l’Italia rappresenta oggi la seconda sede geografica in termini di organico dopo gli Stati Uniti. Un traguardo raggiunto esclusivamente per via interna e senza l’acquisizione di altre realtà. Uno dei vanti della società è il modello di gestione delle risorse umane che adottiamo, che prevede percorsi di carriera definiti e premianti; oltre a essere strutturato ed efficace, esso garantisce la formazione e lo sviluppo delle competenze di tutti i nostri talenti. Le risorse umane sono un ambito che riteniamo strategico e a cui dedichiamo estrema attenzione. Grande enfasi è data anche alla diversity e al gender mix della squadra: basti pensare che circa il 50% del nostro personale è composto da donne. Anche sotto il profilo anagrafico ci distinguiamo per la bassa età media, intorno ai trent’anni. L’intenzione di creare un inedito modello d’agenzia ibrida, che ospiti al suo interno conoscenze trasversali, si riflette chiaramente anche sui profili delle persone che lavorano per noi: per questa ragione possiamo definire la nostra squadra quasi un laboratorio culturale. Parte del nostro lavoro consiste anche nella gestione di questa diversità, un fattore che conferisce all’agenzia una potenza straordinaria». Dove siete localizzati in Italia? «Oltre ad appoggiarsi alle strutture occupate da Accenture, Accenture Interactive può contare anche un network di spazi dedicati. Siamo dotati di tre studios, tutti basati a Milano, che si occupano di creatività e design, e due hub, situati a Milano e Torino, dedicati a tecnologia e servizi di marketing di scala». Quali sono gli obiettivi che intendete raggiungere quest’anno? «Vogliamo continuare a crescere e rafforzare la nostra identità di experience agency; sicuramente la forza propulsiva proveniente dalla strategia globale di Accenture ci aiuterà in questo percorso. I nostri investimenti futuri saranno dedicati in maggior misura all’area della creatività, al programmatic e all’assunzione di professionalità sempre nuove».

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