• Programmatic
  • Engage conference
  • Engage Advanced TV
  • Engage Play
25/07/2025
di Rosa Guerrieri

Meta bloccherà la pubblicità politica a pagamento nell’Ue da ottobre: «Troppe incertezze»

Il nuovo regolamento Ue sulla trasparenza spinge l'azienda a fermare le inserzioni politiche a pagamento per i 533 milioni di utenti di Facebook e Instagram. Anche Google aveva preso una decisione analoga

Foto di Dima Solomin su Unsplash

Foto di Dima Solomin su Unsplash

Meta interromperà la pubblicazione di inserzioni a pagamento su temi politici, elettorali e sociali nell’Unione Europea a partire da ottobre 2025. La decisione è legata all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla trasparenza della pubblicità politica, approvato nel 2024, che impone nuovi obblighi alle piattaforme digitali.

Il colosso guidato da Mark Zuckerberg parla di una “scelta difficile”, motivata da “sfide operative rilevanti” e da “incertezze giuridiche” derivanti dalla normativa. Secondo l’azienda, il nuovo quadro regolatorio “compromette significativamente la capacità di offrire servizi pubblicitari efficaci” e “riduce la pertinenza degli annunci per gli utenti”.

Il regolamento europeo prevede che gli annunci politici online siano chiaramente etichettati, con l’indicazione del soggetto che li finanzia. Vieta inoltre la profilazione basata su dati sensibili come origine etnica, religione, orientamento sessuale e sui dati relativi ai minori. La misura è stata adottata anche in risposta allo scandalo Cambridge Analytica del 2018.

Nel comunicato, Meta precisa che la scelta non limiterà il dibattito politico sulle piattaforme. Politici, candidati e cittadini potranno continuare a condividere contenuti a tema in modo organico, ma non sarà più possibile promuoverli a pagamento. La decisione riguarderà esclusivamente l’Unione Europea, dove Meta conta circa 533 milioni di utenti attivi mensili (261 milioni su Facebook e 272 milioni su Instagram).

“Continuiamo a credere che la pubblicità politica online sia parte essenziale del sistema democratico moderno”, afferma l’azienda, ricordando di aver già introdotto dal 2018 strumenti per garantire maggiore trasparenza.

Meta non è la sola a prendere questa strada. Anche Google ha annunciato, alla fine del 2024, lo stop alle inserzioni politiche a pagamento in Europa in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa.

Dura la reazione di Sandro Gozi, europarlamentare di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo: “La decisione di Meta conferma una profonda allergia alla trasparenza, alla protezione dei dati e alla responsabilità democratica. Fingono di combattere la disinformazione, ma in realtà ci fanno affari. Chi non rispetta le regole, è meglio che si faccia da parte”.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI