di Simone Freddi

PubMatic: «Gli agenti AI gestiranno il 50% della pubblicità digitale entro il 2030»

La previsione del CEO Rajeev Goel accompagna i risultati 2025 della società ad tech, tra crescita della CTV e investimenti nell’agentic AI

Rajeev Goel, Ceo di Pubmatic

L’agentic AI è destinata a cambiare radicalmente il programmatic advertising. Ne è convinto Rajeev Goel, co-founder e Ceo di PubMatic, che in un post su LinkedIn indica una previsione netta: entro il 2028 il 25% della pubblicità digitale sarà gestito autonomamente da sistemi di agentic AI, quota destinata a salire al 50% entro il 2030.

Secondo Goel, l’evidenza è già nei numeri: a un mese dal lancio della piattaforma AgenticOS, PubMatic ha già gestito oltre 250 deal agentic e attivato un accelerator program che coinvolge quasi 100 partner tra brand, agenzie e publisher. Un segnale di come, nel digital advertising, gli investimenti in AI possano tradursi rapidamente in crescita dei ricavi e maggiore efficienza operativa.

Intanto PubMatic, società ad tech specializzata in soluzioni programmatic per l’open internet, ha chiuso il 2025 con risultati definiti "sopra le attese" su ricavi ed Ebitda. Il fatturato annuale si è attestato a 282,9 milioni di dollari (in lieve calo rispetto al 2024), mentre la generazione di cassa operativa è salita a 81,1 milioni (+10%).

Tra i driver principali emerge la Connected TV: i ricavi CTV sono cresciuti di oltre il 50% anno su anno, al netto della pubblicità politica, confermando il ruolo del video omnichannel, che oggi rappresenta il 39% del business complessivo.

Parallelamente, la società ha accelerato sugli investimenti in AI: i nuovi modelli sviluppati con infrastruttura NVIDIA hanno migliorato velocità e capacità di elaborazione, riducendo le latenze nelle aste e aumentando l’efficienza delle campagne. Oltre 20 agenti AI automatizzano già workflow operativi, con tempi di setup delle campagne ridotti dell’87%.

L’agentic advertising viene quindi indicato dal management come il prossimo vantaggio competitivo strutturale: non solo ottimizzazione delle performance, ma anche ampliamento dei budget destinati all’open internet. Un passaggio che, secondo PubMatic, segna l’inizio di una nuova fase evolutiva per il programmatic.

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