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di Redazione Engage

Programmatic Day, Google e Spotify: «Più canali, più dati, più efficienza»

Dalla gestione della frequenza alla sinergia tra CTV e audio, le piattaforme abilitano campagne più precise e misurabili

Al Programmatic Day, Luca Bistrattin, Programmatic Lead di Google, e Gino Ruli, Automatic Lead Southern Europe di Spotify, hanno portato sul palco una visione complementare del futuro del programmatic, tra omnicanalità, intelligenza artificiale e nuovi comportamenti dei consumatori.


Leggi anche: PROGRAMMATIC DAY, TUTTI GLI INTERVENTI DELL'EDIZIONE 2026


Bistrattin ha aperto l’intervento partendo proprio da questi ultimi, sempre più frammentati e non lineari: oggi gli utenti si muovono tra ricerca, scrolling, shopping e streaming, attraversando molteplici piattaforme, contenuti e device. In questo scenario, la sfida per i marketer è riuscire a essere presenti nei momenti giusti in modo efficace.

La risposta di Google è Display & Video 360, una piattaforma pensata per attivare in maniera integrata tutti i canali e accompagnare l’utente lungo l’intero funnel. «L’obiettivo è mettere al centro l’utente e ingaggiarlo su tutti i device e in tutti i momenti», ha spiegato Bistrattin, sottolineando anche il ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale, alimentata da segnali provenienti da miliardi di utenti connessi.

Tra i principali vantaggi evidenziati: maggiore reach, targeting più preciso, ottimizzazione delle performance e un sistema unificato di misurazione. In particolare, la gestione centralizzata della frequenza consente di ridurre la sovraesposizione e migliorare l’efficienza delle campagne, aumentando al tempo stesso la copertura.

A completare il quadro, il contributo di Spotify, che ha portato il punto di vista del digital audio all’interno delle strategie omnicanale. «Spotify è la colonna sonora della nostra giornata», ha spiegato Ruli, evidenziando come la piattaforma accompagni gli utenti in molteplici momenti quotidiani e su diversi device, anche al di fuori degli schermi tradizionali.

Questo rende l’audio un canale complementare e sinergico rispetto alla Connected TV e agli altri media digitali. L’integrazione tra Spotify e DV360, attraverso lo Spotify Ad Exchange, consente infatti di ottimizzare e misurare le campagne in modo più efficace, sfruttando il tempo speso dagli utenti sulla piattaforma.

A rafforzare questi concetti sono stati anche i case study presentati sul palco con Euronics Italia, attraverso l’intervento di Luca Pizio, e con Perfetti Van Melle, con i contributi di Roberto Cataldo e Claudia Monticelli. In particolare, è emerso come un approccio basato sulla media consolidation e sull’integrazione tra canali – tra cui YouTube e Spotify – consenta di aumentare la reach incrementale, ridurre le sovrapposizioni e migliorare l’efficienza complessiva delle campagne.

Un approccio che punta su integrazione, dati e misurazione per costruire strategie sempre più efficaci in un ecosistema media sempre più complesso.

Guarda sopra il video integrale dell’intervento di Google e Spotify al Programmatic Day.

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