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07/09/2018
di Andrea Salvadori

Verizon: il Ceo Tim Armstrong in uscita da Oath

Secondo la stampa americana, la decisione sarebbe legata alla nuova strategia del gruppo più focalizzata sulle telecomunicazioni e meno sui contenuti

Tim Armstrong

Tim Armstrong

Tim Armstrong sarebbe in procinto di lasciare la guida di Oath, la divisione media e pubblicitaria di Verizon nata nell'estate del 2017 dopo l’acquisizione degli asset di Yahoo. Lo riporta un articolo del Wall Street Journal, secondo il quale il manager dovrebbe uscire dal gruppo statunitense già questo mese. Un portavoce di Verizon non ha voluto commentare la notizia. Tim Armstrong è entrato in Verizon nel 2015 dopo l'acquisizione di Aol. Dal 2017 si è occupato in prima persona dell'integrazione di Yahoo assumendo la guida di Oath, il brand con cui Verizon aveva deciso di competere nel mercato della pubblicità digitale oggi dominato da Google e Facebook. La strategia sarebbe però ora cambiata.  Secondo quanto riporta la stampa americana, l’uscita di Armstrong dovrebbe essere infatti legata al cambio di rotta deciso dai vertici di Verizon prima dell’estate. Il gruppo ha infatti deciso di focalizzare ancora di più il business sul settore delle telecomunicazioni. A giugno le redini di Verizon sono state tra l’altro affidate al nuovo Ceo Hans Vestberg, entrato nel gruppo nell'estate del 2017 proveniente da Ericsson. Vestberg è subentrato nel ruolo a Lowell McAdam, rimasto in carica per sette anni. Verizon, anche in vista degli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo delle reti 5G, ha anche messo in atto un piano di taglio dei costi da 10 miliardi di dollari da realizzarsi nel giro di quattro anni. Un piano che ha riguardato anche Oath, dove da inizio anno sono usciti diversi manager della prima linea. Nell'ambito della nuova strategia, dunque, il progetto Oath potrebbe essere in parte rivisto, tanto che si è parlato anche della possibile vendita della società. Un'opzione però più volte smentita dai vertici aziendali. Anche perché, sempre secondo indiscrezioni della stampa statunitense, gli azionisti si attendevano una progressione più rapida dei ricavi della divisione del gruppo. Nel secondo trimestre i ricavi di Oath sono stati infatti pari a 1,9 miliardi, in linea con il primo trimestre.

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