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07/01/2021
di Andrea Di Domenico

Digitale terrestre, parte lo switch off: ecco le date e cosa cambia

Prende il via quest'anno il percorso a tappe che porterà la tv a migrare definitivamente al nuovo segnale Dvb-T2

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Switch off, si parte: prende il via quest’anno il percorso a tappe elaborato dal Mise per il passaggio al nuovo segnale televisivo Dvb-T2, che consentirà di godere di una qualità delle immagini molto superiore all'attuale e di ricevere più canali, ma costringerà molti italiani al cambio di televisore o all'acquisto di un decoder nei prossimi mesi. Vediamo quali sono i passaggi-chiave e le date di questa transizione, che si completerà a luglio 2022, e cosa cambierà per il mercato televisivo.

I motivi del passaggio al nuovo segnale televisivo

Il processo, determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata in Italia soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia, inizierà già all'inizio dell'anno con modifiche che però, per il momento, comporteranno solo la necessità, con una cadenza diversa a seconda delle aree in cui si vive, di risintonizzare i canali.


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Lo switch off del segnale, poco più di dieci anni dopo il passaggio al Dvb-T1, che ha radicalmente modificato le modalità di visione sul piccolo schermo, inizierà alla fine dell'estate del 2021 e si completerà a luglio 2022 con il definitivo passaggio al nuovo segnale Dvb2, il cui fine consiste nel miglioramento della ricezione con apparati fissi e portatili facendo crescere anche il bitrate ovvero la quantità di informazioni trasferita nell'unità di tempo. Ovviamente, più dati sul flusso video vengono trasferiti al secondo, maggiore sarà la qualità delle immagini.

Switch off: le date da segnare in calendario

Il calendario degli switch-off, ricorda l’Ansa, è stato messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico, con la divisione dell'Italia in quattro aree. Si parte il 1 settembre con le aree 1 e 3, che comprendono: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Province autonome di Trento e Bolzano, Valle d'Aosta e Veneto. Per questi territori ci sarà tempo fino al 31 dicembre dell'anno per completare il passaggio.

Dal 1 gennaio 2022 al 31 marzo 2022 sarà la volta dell'area 2 che comprende: Campania, Lazio Liguria, Sardegna, Toscana e Umbria. A seguire, dal 1 aprile 2022 al 20 giugno 2022, data del definitivo switch off nazionale, toccherà agli abitanti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia e Sicilia.

Da allora lo standard passerà dal MPEG2 a favore dell'MPEG4, che consente già oggi di vedere i canali in Hd. Non avranno problemi a ricevere i canali tutti coloro che hanno un televisore che permette già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando.

Luglio 2020: il passaggio al nuovo standard Dvb-T2

Subito dopo scatterà la fase due, con il definitivo passaggio a luglio 2022 al nuovo Dvb-T2. Per verificare se il proprio schermo è compatibile con questo standard occorre sintonizzarsi sui due canali test 100 e 200: solo se appare il messaggio "Test HEVC Main10" il modello è abilitato alla ricezione. Non dovrebbe essere necessario cambiare i televisori venduti dal 2017 in poi, ma saranno molti degli apparecchi acquistati precedentemente a necessitare di un nuovo decoder.

In particolare, secondo dati Auditel/Ipsos, sarebbero quasi 4 milioni le famiglie italiane (su un totale di 24) che non dispongono di apparecchi adatti alla ricezione del nuovo segnale. Si tratta di un passaggio dunque delicato per un mercato importante come quello televisivo, che in Italia assorbe ancora oltre il 40% degli investimenti pubblicitari delle aziende. Non per nulla recentemente è stata FCP-Assotv, la federazione delle concessionarie di pubblicità del settore, a sollevare il problema, chiedendo una maggior attenzione a livello istituzionale.

Per agevolare il passaggio ai nuovi televisori, poco più di un anno fa è stato istituito il bonus TV, con un fondo che, grazie a un emendamento alla legge di Bilancio 2021, è stato incrementato di 100 milioni di euro. Il contributo di 50 euro potrà essere ottenuto da chi ha un Isee fino ai 20mila euro, presentando un'autocertificazione presso i rivenditori. Il bonus, già disponibile, potrà essere richiesto sino alla fine del 2022.

A novembre, il Mise ha inoltre messo online il sito https://nuovatvdigitale.mise.gov.it/ e ha dato il via alle prime campagne di comunicazione (qui sotto, lo spot istituzionale realizzato da Pomilio Blumm) per spiegare agli italiani la novità e la possibilità di accedere ai bonus per la sostituzione delle vecchie tv. Le attività di comunicazione già decise proseguiranno fino alla fine del 2022 potendo contare su un budget di circa 7,6 milioni di euro (qui tutti i dettagli).

Per la realizzazione dei prossimi flight, che saranno on air e online a partire dal prossimo febbraio, Invitalia, per conto del Mise, ha appena indetto un bando di gara del valore di 298mila euro per 22 mesi, per la ricerca di un'agenzia creativa (ne abbiamo parlato qui) mentre a luglio 2020 era stato aperto un pitch per il media (leggi qui l'articolo dedicato), vinto sempre da Pomilio Blumm. 

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