Sanremo 2026 chiude tra ascolti solidi e raccolta record
Audience in lieve calo rispetto ai picchi recenti, ma investimenti pubblicitari ai massimi storici e crescita cross-mediale confermano la forza del Festival
Dopo anni di crescita continua degli ascolti, il Festival di Sanremo 2026 segna una fisiologica contrazione dell’audience televisiva, compensata però da un nuovo record commerciale: 72 milioni di euro di raccolta pubblicitaria. Un equilibrio che conferma la solidità del modello, con la trasformazione del Festival in una piattaforma media sempre più ampia.
Ascolti TV: finale solida, confermato il recupero nelle ultime serate
Sul fronte televisivo, la finale ha registrato 11 milioni e 22 mila spettatori con il 68,8% di share, un risultato inferiore rispetto ai 13,4 milioni e 73,1% del 2025, ma comunque decisamente elevato.
L’andamento della settimana evidenzia una dinamica precisa: dopo una partenza più prudente, il Festival è cresciuto in modo costante serata dopo serata. Dalla prima puntata di martedì, seguita da 9,6 milioni di spettatori con il 58% di share, l’audience ha registrato un incremento continuo fino alla finale, con lo share salito al 59,5% mercoledì, al 60,6% giovedì, fino al 65,6% della serata delle cover, per poi raggiungere il 68,8% sabato.
Nel complesso, tra martedì e sabato lo share è aumentato di 10,8 punti percentuali, confermando la capacità del Festival di costruire attenzione e coinvolgimento lungo tutta la settimana.
Le prime serate si sono inoltre confrontate con una forte competizione televisiva - tra cui gli appuntamenti della Champions League di calcio - mentre la finale è coincisa con un contesto informativo internazionale particolarmente rilevante, segnato dalle notizie legate all’attacco militare di Stati Uniti e Israele all’Iran. Elementi che contribuiscono a leggere il leggero arretramento rispetto ai record del 2025 senza modificare il quadro generale: Sanremo resta l’unico contenuto capace di aggregare stabilmente quote di ascolto superiori al 60% in prime time.
Digitale e social: Sanremo sempre più piattaforma
Accanto alla TV lineare, il peso del digitale è ormai strutturale. RaiPlay ha registrato complessivamente oltre 120 milioni di visualizzazioni durante la settimana del Festival, tra dirette streaming, contenuti on demand e clip dedicate, confermando il progressivo spostamento verso una fruizione multipiattaforma.
Sul fronte social, il Festival di Sanremo ha generato oltre 350 milioni di video views complessive e milioni di interazioni tra le piattaforme Rai e gli account ufficiali degli artisti, mantenendosi l’evento televisivo più conversato in Italia per tutta la durata della manifestazione.
È in questo contesto che si inseriscono le principali operazioni dei partner commerciali, sempre più orientate a modelli cross-mediali. Brand come Suzuki, TIM, Costa Crociere, Enilive-Plenitude e tanti altri hanno affiancato la visibilità broadcast a esperienze live in città, installazioni urbane e contenuti social o in radio, contribuendo a trasformare Sanremo in una piattaforma di comunicazione continua.
Raccolta record e il ruolo di “Tra palco e città”
Il risultato economico riflette questa evoluzione. La raccolta pubblicitaria ha raggiunto 72 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto ai 65,2 milioni del 2025 e quasi triplicata in dieci anni, se si considerano i 27,7 milioni del 2017.
Come ha sottolineato l’amministratore delegato di Rai Pubblicità Luca Poggi, «il risultato non era scontato», evidenziando come il Festival resti «un evento unico per ascolti, impatto sociale e culturale».
Sempre più centrale, in questa logica, il progetto “Tra palco e città”, che amplia la valorizzazione commerciale oltre il Teatro Ariston. Secondo i dati diffusi durante la conferenza stampa, Sanremo ha registrato oltre 150 mila presenze giornaliere, con circa l’8% di visitatori stranieri, dato in crescita rispetto alle edizioni precedenti.
Il sindaco di Sanremo Alessandro Mager ha inoltre confermato la volontà di ampliare ulteriormente gli spazi dedicati alle aziende sul territorio, rafforzando la città come estensione esperienziale del Festival.
Dal punto di vista dei ricavi, Poggi ha evidenziato come il dato complessivo dei 72 milioni di euro sia ormai frutto di un ecosistema multipiattaforma: «Il dato va considerato su più mezzi, con RaiPlay che pesa ormai per il 15% e “Tra palco e città” che ha rappresentato una voce importante del nostro fatturato». L’evento diffuso sul territorio «pesa per circa l’8%. È cresciuta la TV, è cresciuto il web, è cresciuto anche TikTok: sono cresciuti tutti i mezzi su cui abbiamo lavorato, anche se la TV resta il nostro fiore all’occhiello».
Ed è sempre nel quadro di un rapporto con i clienti multidimensionale che Poggi ha affrontato con i giornalisti il tema delle eventuali compensazioni a favore dei clienti come conseguenza di ascolti tv inferiori alle previsioni. «Una regola per fare inserzioni su Sanremo è avere un rapporto con Rai Pubblicità. Noi abbiamo rapporti duraturi con i nostri inserzionisti che abbracciano tutto l’anno», ha concluso Poggi, lasciando intendere come il valore per i brand si misuri sempre più nella relazione continuativa e nella presenza sull’intero ecosistema Rai, più che nel singolo dato di ascolto.
Con De Martino si guarda al futuro
Con la chiusura dell’edizione 2026 si conclude anche un ciclo editoriale. Dalla prossima edizione la conduzione e direzione artistica passeranno a Stefano De Martino, il più giovane alla guida della manifestazione dai tempi di Fabio Fazio.
Il passaggio apre senza dubbio a una fase di rinnovamento creativo e generazionale, ma avviene su fondamenta industriali consolidate: Sanremo resta uno dei pochi eventi capaci di combinare audience di massa, engagement e marketing territoriale: una combinazione che continua a renderlo, specie per gli inserzionisti, un riferimento unico nel mercato.