21/12/2023
di Francesco Leone

Rai, chiusura del 2023 in pareggio e pubblicità in crescita: le parole di Roberto Sergio

Il commento dell’amministratore delegato sui numeri del servizio pubblico in audizione con la Commissione di Vigilanza

Roberto Sergio, amministratore delegato di Rai

“Nonostante gli impatti dell’ulteriore riduzione dei limiti di affollamento pubblicitario previsti per il 2023 (dal 7% al 6%, nelle fasce 6-18 e 18-24), la raccolta pubblicitaria registra un +7% rispetto agli obiettivi di budget”, così Roberto Sergio, amministratore delegato di Rai, durante l’audizione in Commissione di Vigilanza.

Il numero uno di Viale Mazzini ha riferito, inoltre, che “l’andamento della gestione 2023 è positivo con un risultato netto consolidato in pareggio. Alla data di maggio, quando ci siamo insediati”, prosegue Sergio, “l’indebitamento finanziario netto del Gruppo era previsto a fine anno in 650 milioni di euro. Chiuderemo invece il 2023 a 560 milioni, risultato raggiunto grazie a interventi gestionali e alla crescita dei ricavi pubblicitari”. Una riduzione ha sottolineato l’AD di Rai, “ottenuta tramite una razionalizzazione dei costi”.


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“In aggiunta c'è un piano immobiliare che comporta efficienze, perché saranno dismesse sedi che non consentono alcun tipo di evoluzione in modernità e azioni che consentono efficienza, con la digitalizzazione e la riduzione delle produzioni esterne”, riferisce Sergio che ha proseguito: “Non dubito, e le previsioni 2024 vanno in questa direzione, che l'offerta generalista Rai e tutto quanto evolverà in termini di digitalizzazione, porterà ad ulteriori aumenti del valore della pubblicità. Il tendenziale è in crescita nonostante le applicazioni del tetto. I 90 milioni di riduzione del debito sono sia pubblicità, ma anche riduzioni di costi gestionali che hanno favorito il miglior risultato di cui abbiamo parlato. L'incentivazione all'esodo comporterà sì minori risorse, in parte sostituite da giovani, ma con ulteriori risparmi. Ci sono tante azioni che portano a una riduzione forte dell'indebitamento e più investimento in prodotto editoriale”.

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