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08/03/2022
di Simone Freddi

Ecco Hibe, la nuova piattaforma di intrattenimento per la GenZ con i talent al centro

Il progetto tutto italiano punta a creare un ponte tra format “tradizionali” e le nuove frontiere della content creation sui social. Niente spot, ma spazio ai branded content

Giovanni Fois è tra i volti di Hibe

Giovanni Fois è tra i volti di Hibe

Co-creazione e audacia sono il motore di Hibe, nuova piattaforma digitale di intrattenimento tutta italiana dedicata a Generazione Z e Millennial che debutta il 9 marzo. Disponibile in versione desktop e app (per iPhone e Android), Hibe si propone come “ponte” tra l’intrattenimento televisivo e le nuove frontiere della content creation sui social e prima del debutto ha raccolto oltre 800 mila euro da investitori come Luce Capital e Gs Loft. Non ci saranno spot tradizionali, ma per le aziende non mancano opportunità di branded content e progetti di storytelling costruiti ad hoc.

Hibe, tra tv e content creation

Hibe”, spiega Omar Bertoni, uno dei co-founder di Hibe Insieme a Raffaele Nicodemo, (CTO) Calogero Mandracchia, (CIO), Marco Menna, (Talent Manager) ed Edoardo Gnoli, (Regista) rappresenta “una nuova visione di intrattenimento, un nuovo spazio digitale per dare ai content creator la possibilità di offrire alla propria community un contenuto strutturato di qualità - abbattendo la barriera che da sempre li divide. Inclusione e co-creazione diventano allora le parole chiave per la realizzazione dei vari format.”

“Ad oggi abbiamo coinvolto 128 content creator e 200 utenti dalle rispettive community, ricevendo oltre 70.000 candidature. Da qui a sei mesi ci aspettiamo che il numero dei creator aumenti del 50% e di arrivare a 200.000 membri della community”, prosegue Bertoni.

L’offerta editoriale: cosa c’è su Hibe

I contenuti proposti da Hibe si propongono di abbattere le barriere tra TV, social network e streaming. Sitcom, Reality, Talk Show, Game Show, sono solo alcune delle proposte che porranno in relazione diretta influencer, Youtuber, Streamer e pubblico. Gli utenti, infatti, potranno iscriversi direttamente sulla piattaforma, creare il proprio profilo social attraverso il quale interagire tra community e partecipare ai casting.

La nuova visione di intrattenimento Hibe abbraccia e spazia tra diverse categorie: beauty, food, sex education, gaming, travel, musica e altro.

In particolare, all'interno dell’offerta di produzioni originali, tra le prime web series ci sono: “I think fluid” con Veronique Charlotte, un salotto LGBT+ dove esplorare la propria identità; “Love blind”, l’appuntamento al buio guidato da Ludovica Bizzaglia, e “Dices”, il reality game ambientato in un futuro distopico con Los Amigos. Giorgio Vanni - re delle sigle di tanti cult d’animazione anni ‘90/2000, nella foto sotto - sarà padrone di casa in “Catch the song”, il format musicale che metterà alla prova il pubblico, mentre per il mondo food Giovanni Fois avrà il ruolo di giudice in “Food talent”: la gara di cucina fuori dagli schemi.

Il modello di business di Hibe prevede due formule di abbonamento: l'iscrizione base costa 4,99 euro al mese, mentre l’abbonamento premium da 9,99 euro (entro il 9 marzo una promo speciale offre 8 mesi di abbonamento premium a 16,99 euro) al mese offre una serie di servizi aggiuntivi, come l’accesso a tutte le web series prima del lancio ufficiale, l’invito per partecipare alle registrazioni sui set dal vivo, l’accesso ai casting di tutte le web series con 48 ore di anticipo, l’invito per gli eventi live Hibe Vip.

Spot no, branded content sì: l’offerta commerciale di Hibe

E i brand? «Essendo orientati alla creazione e alla valorizzazione dei contenuti abbiamo scelto di non prevedere adv classica come quella tabellare a favore di una co-creazione di contenuti», dice la società a Engage.

Il team di Hibe ha già attivato la possibilità di realizzare branded content, parlando direttamente con brand e centri media per proporre web series create ad hoc per i brand con i talent più in target. «In alcuni casi - precisa l’azienda - stiamo progettando web series per i brand, e i casting vengono lanciati fra i loro dipendenti. In alternativa, selezioniamo i talent più adatti al brand e realizziamo i format con la loro community».

«Il nostro approccio - aggiunge Hibe - è sempre quello di evitare la pubblicità invasiva quindi non ci saranno mai intermezzi pubblicitari ma i brand che decideranno di sponsorizzare i format saranno parte integrante dello storytelling stesso. Abbiamo già prodotto format branded come ad esempio Interviste (S)comode, in collaborazione con Tonin casa».

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