Bfc Media verso il delisting: cresce Ammaturo che acquista da azionisti di minoranza
La prima convocazione del Cda è fissata per il 12 luglio, la seconda per il giorno seguente, il 13. La società prevede che il delisting abbia effetto a partire dal 21 luglio 2023
Bfc Media, gruppo editoriale quotato su Euronext Growth Milan, ha stabilito attraverso il suo Cda la convocazione dell'assemblea degli azionisti per deliberare in merito alla revoca dalle negoziazioni delle azioni ordinarie.
Il gruppo si prepara al delisting e alla crescita della presenza nel suo capitale sociale da parte di Donato Ammaturo, l’imprenditore campano che solo un mese fa aveva rilevato il 49% de L’Espresso attraverso Alga, società di sua proprietà con sede in provincia di Napoli. Dopo le dimissioni in Bfc Media dell’amministratore delegato Marco Forlani e del direttore generale Mirko Bertucci, inoltre, giunte alcuni giorni dopo l'annuncio del nuovo azionista de L'Espresso Media, si attende la nomina dei nuovi vertici del gruppo.
La prima convocazione è fissata per il 12 luglio, la seconda per il giorno seguente, il 13. La società prevede che il delisting abbia effetto a partire dal 21 luglio 2023.
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L’uscita da Piazza Affari è motivata, si legge nella nota, “dall'esigenza di consentire alla società di focalizzarsi sulle proprie attività operative, volte al perseguimento degli obiettivi previsti dal piano industriale in termini di crescita nel mercato di riferimento, con una maggiore flessibilità gestionale e organizzativa e una riduzione degli oneri gestionali”.
Il capitale di Bfc Media è detenuto da IDI S.r.l., controllata da Danilo Iervolino, per il 71,64%, JD Farrods per il 17,81%, Denis Masetti per lo 0,42%, Alga S.r.l., controllata da Donato Ammaturo, per il 3,6%, Minvest S.r.l. per il 3,6%. Al mercato è in mano il restante 2,94%.
Bfc segnala nel comunicato che “Alga S.r.l. ha manifestato la disponibilità ad acquistare dagli azionisti, diversi da quelli che avranno votato a favore del delisting, le azioni detenute dagli stessi fino ad un massimo di 93.250 azioni, pari a circa il 2,94% del capitale sociale, a un prezzo per azione pari a 4,03 euro, pertanto per un controvalore massimo pari a 375.797,5 euro”.
Successivamente al delisting, le azioni non saranno negoziate su alcun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione italiano o europeo ma potranno comunque formare oggetto di cessione, per via privata, ai sensi del codice civile.