Be Water compra Cronache di Spogliatoio per 7,5 milioni e punta sullo sport per crescere e internazionalizzarsi
La holding che controlla Chora Media e Will Media rafforza la strategia di espansione nel mondo dei contenuti con l’acquisizione della community digitale controllata dal fondo Planven
Be Water, holding che controlla Chora Media e Will Media, rafforza la propria strategia di espansione nel mondo dei contenuti con l’acquisizione di Cronache di Spogliatoio, uno dei brand digitali sportivi più seguiti in Italia. L’operazione segna l’ingresso strutturato dello sport, e in particolare del calcio, nell’offerta editoriale del gruppo presieduto da Guido Brera. Lo ha anticipato oggi il Corriere della Sera.
Be Water, partecipata dallo scorso anno al 30,4% dalla società di criptovalute Tether, verserà 7,5 milioni di euro agli azionisti di Cronache di Spogliatoio. Tra questi figurano i fondatori Giulio Incagli e Stefano Bagnasco (4,04%) e soprattutto il fondo Planven di Giovanni Canetta Roeder, che deteneva l’80,6% della società. Una parte del corrispettivo, pari a 4,5 milioni, sarà pagata in azioni Be Water: sia Planven sia i fondatori entreranno così nel capitale della holding con una quota complessiva del 3%, su una valutazione implicita di 150 milioni di euro.
L’operazione ha una forte valenza strategica. Con l’ingresso di Cronache di Spogliatoio, la community complessiva di Be Water supera infatti gli 8 milioni di utenti, distribuiti su diverse piattaforme e formati. Un salto dimensionale che consolida l’ambizione del gruppo di affermarsi come una media company italiana moderna e competitiva anche a livello internazionale.
A spiegare le ragioni dell’acquisizione è lo stesso Brera: Cronache di Spogliatoio è il migliore a raccontare lo sport in maniera innovativa, con contenuti che totalizzano oltre 9 miliardi di visualizzazioni all’anno e raggiungono 10 milioni di utenti unici mensili. Numeri che rendono il brand un asset editoriale di grande valore, soprattutto in un’epoca in cui l’attenzione del pubblico è sempre più frammentata. L’integrazione avverrà secondo il modello già sperimentato da Be Water: costruire proprietà intellettuali forti e declinarle su più formati - audio, video e live - e su più piattaforme. In questo senso, lo sport rappresenta un tassello mancante ma decisivo. Il calcio è un linguaggio universale, un esperanto della comunicazione, spiega Brera, sottolineando come questo contenuto sarà centrale nel prossimo passo del gruppo: l’internazionalizzazione, a partire dall’Africa.
L’operazione si inserisce in una fase di forte crescita per Be Water. Nel 2025 il gruppo ha chiuso con ricavi pari a 29,2 milioni di euro, in aumento del 55%, e un margine operativo lordo di circa 2 milioni. Chora & Will hanno contribuito con 12,2 milioni, mentre Be Water Film ha generato 16,7 milioni di fatturato. Dati che, secondo Brera, confermano la validità della visione iniziale: creare una media company italiana capace di competere in un settore complesso come quello editoriale.