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05/11/2026
di Simone Freddi

Assicurazioni, Jakala: «La prossima grande opportunità di crescita è nei bisogni inespressi dei clienti»

Presentata a Milano la ricerca Insurance Radar 2026: il 62% dei consumatori non gestisce attivamente la propria protezione. Al centro del confronto le opportunità offerte da dati, AI e consulenza per il settore assicurativo

Gli italiani riconoscono i rischi, ma faticano a tradurre questa consapevolezza in scelte concrete di protezione. È quanto emerge da Insurance Radar 2026, la ricerca proprietaria di Jakala presentata il 4 novembre a Milano, negli uffici di Sbam, l’agenzia creativa del Gruppo.

L’occasione è stata un nuovo appuntamento di Digital Coffee, il ciclo di incontri organizzati da Jakala per approfondire, insieme ad aziende ed esperti, le principali sfide e trasformazioni del business nell’era digitale. L'indagine, condotta su 521 consumatori italiani, 100 agenti assicurativi e cinque esperti del settore, rivela che il 62% degli intervistati non gestisce proattivamente la propria protezione. Il portafoglio medio conta tre polizze per nucleo familiare, mentre il divario tra rischi percepiti e coperture sottoscritte equivale a circa altre due polizze, soprattutto negli ambiti della salute, degli eventi meteorologici e dei viaggi.


Guarda: DIGITAL COFFEE, TUTTI I VIDEO DI ENGAGE SUL CICLO DI EVENTI DI JAKALA


A frenare le scelte sono soprattutto il prezzo, indicato dal 64% degli intervistati, e la complessità dei prodotti. Un quadro che, secondo Jakala, evidenzia importanti opportunità di crescita per le compagnie, chiamate a comprendere meglio le esigenze dei clienti e a intercettare bisogni ancora inespressi.

«Il 62% degli intervistati non gestisce la propria protezione in modo proattivo. È un segnale che dovrebbe cambiare l'agenda delle compagnie: la prossima grande opportunità di crescita sarà far emergere bisogni che oggi restano inespressi e trasformarli in protezione concreta. Chi saprà leggere meglio i cambiamenti nella vita delle persone, anticiparne i rischi e attivare la risposta giusta guiderà il mercato», commenta Pasquale Imbimbo, Partner & Insurance Market Leader di Jakala.

Consulenza e intelligenza artificiale, le nuove sfide

La ricerca evidenzia inoltre che il 97% dei consumatori desidera interagire con un consulente almeno in una fase del percorso assicurativo. Il 33% si affida completamente a un'agenzia, mentre il 29% segue un percorso ibrido, informandosi online prima di rivolgersi a un intermediario.

Il digitale si conferma quindi uno strumento di ricerca e confronto, senza sostituire il ruolo della consulenza nelle decisioni più complesse. Per le compagnie, la sfida è utilizzare le tecnologie per rafforzare la capacità commerciale delle reti distributive, intercettare nuovi bisogni e rendere più efficace la relazione con i clienti.

In questo scenario si inserisce anche l'intelligenza artificiale, già utilizzata dal 65% degli agenti intervistati, soprattutto per la comunicazione con i clienti, l'analisi dei bisogni e la gestione documentale. Secondo Jakala, il passo successivo sarà integrare maggiormente dati e AI nei processi di consulenza e distribuzione, per individuare bisogni inespressi e supportare gli intermediari nella formulazione di proposte personalizzate.

Le evidenze della ricerca sono state approfondite durante una tavola rotonda moderata da Andrea Cabrini, Direttore di Class CNBC, con la partecipazione di rappresentanti di Dafne Birtig e Francesca Antiga di Jakala, Federico Mancin di Sbam, Alberto Federici di Unipol, Paolo Crivello di Reale Mutua e Tiziana Lamberti di Intesa Sanpaolo.

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