11/04/2022
di Simone Freddi

Auditel avvia la Total Audience. Arriva anche il Codice Univoco degli spot

Prima release del nuovo sistema di misurazione degli ascolti che integra tv e device connessi, adeguando le rilevazioni al nuovo scenario competitivo

Al via la Total Audience. Lunedì nel corso della relazione in Senato, il presidente dell'Auditel Andrea Imperiali ha annunciato la prima release del sistema di misurazione univoco degli ascolti rilevati su tutte le piattaforme e tutti i device. Oltre alla partenza delle nuove rilevazioni, Imperiali ha ufficializzato anche l'arrivo di altre due novità attesa dal mercato a completamento della ricerca: il Codice Univoco degli Spot Video, per il tracciamento di ogni singolo spot pubblicitario su tutte le piattaforme e su tutti i device, e la riorganizzazione dell'”ascolto non riconosciuto”, che precedentemente non era misurato.

Con il rilascio dei primi dati di Total Audience, Auditel porta a compimento un progetto iniziato quattro anni fa, con l’obiettivo di adeguare i sistemi di rilevazione degli ascolti televisivi al nuovo contesto competitivo, punteggiato da 45 milioni di apparecchi TV presenti nelle case degli italiani cui si aggiungono circa 75 milioni di nuovi schermi connessi. Già nel 2019 erano stati prodotti i primi dati sui siti web e sulle app degli editori che avevano aderito alla rilevazione. Ma grandi progressi per arrivare all’attuale assetto sono stati fatti anche negli ultimi 2 anni, con importanti passi operativi.

Total Audience: come funziona la nuova metodologia Auditel

La nuova rilevazione, come noto, è una metrica univoca, verificata e certificata realizzata combinando il sistema campionario, che misura i consumi fruiti attraverso tutti i televisori, e il sistema censuario, capace, invece, di rilevare con granularità l'ascolto di ogni singolo device connesso.

Complemento essenziale della Total Audience, sul versante pubblicitario, è il “CUSV”, il Codice univoco degli spot video: una specie di “targa” con cui Auditel è in grado di tracciare ogni singolo spot video fruito su tutte le piattaforme e su tutti i device. Grazie al Cusv, ha spiegato Imperiali, gli investitori dispongono di uno strumento per misurare le reali erogazioni di uno spot, la sua effettiva performance di visione e l’abbinamento con i contenuti editoriali a cui esso viene associato.

Infine, oltre al consueto reporting dell’ascolto “riconosciuto”, Auditel ora raccoglierà e classificherà, in un cluster separato, anche l’ascolto “non riconosciuto”. Si tratta degli ascolti generati da soggetti che non hanno richiesto di essere misurati o che non hanno predisposto le modalità per rendere identificabili i propri contenuti, ma anche gli ascolti derivanti da utilizzi diversi dello schermo televisivo. Per esempio, dell’utilizzo dello schermo per attività di gaming o gli ascolti generati dalla fruizione di canali radiofonici.

Nella relazione, Imperiali non ha fornito dettagli sulla timeline dei rilasci. Tuttavia, secondo quando spiegato dall’Autitel in un recente seminario rivolto agli operatori, con la prima release sono estrapolabili, per editori selezionati, dati aggregati a livello di canale per fasce orarie Auditel sui contenuti Live, e per giorno sul video on demand. Il tutto segmentabile per sesso, età, modalità di fruizione (lineare e on-demand) e device (TV screen e Non-TV Screen).

Nel secondo trimestre è pianificato il rilascio dei dati editoriali individualizzati a livello di singolo programma/episodio, mentre nell’ultimo trimestre del 2022 è prevista la diffusione dei dati pubblicitari individualizzati a livello di campagna e singolo spot.

Il nuovo scenario tv, tra concentrazioni e centralità dello streaming

Nel corso della relazione al Senato, dal titolo ‘Mercato globalizzato e transizione digitale: le nuove sfide per la TV e per Auditel’, Imperiali ha sottolineato come i sistemi di misurazione, in particolare nella forma del JIC (il modello di governance a partecipazione diffusa e a controllo incrociato, adottato anche da Auditel), possano offrire un contributo fondamentale nell’indirizzare il mercato alla luce delle sfide attuali del mercato televisivo internazionale.


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La dettagliata analisi di Imperiali ha, in proposito, posto l’accento sui rilevanti fenomeni di concentrazione e consolidamento che riguardano sia gli Stati Uniti sia l’Unione europea, con la TV in streaming che emerge come palcoscenico globale della sfida in atto fra i giganti statunitensi che muovono alla conquista dell’Europa e dell’Asia, on condizioni di concorrenza non sempre eque e uniformi.

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