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14/02/2025
di Francesca Sales

Sogin e l’ad Artizzu, o dell’etica nella comunicazione della governance

Gian Luca Artizzu, ad di Sogin

Gian Luca Artizzu, ad di Sogin

Nella sezione “Opinioni”, Engage dà spazio ad articoli di approfondimento scritti da professionisti ed esperti di comunicazione. In questa occasione Francesca Sales, freelance specializzata in vicende reputazionali, parla di un esempio di comunicazione trasparente: quello di Gian Luca Artizzu, ad di Sogin.


Sogin, la società dello Stato nata per il risanamento delle aree un tempo occupate dalle centrali nucleari, si è recentemente segnalata per un esempio di scioccante comunicazione nell’era delle fake news. Il suo ad, Gian Luca Artizzu, in un’intervista pubblicata il 12 febbraio sul Sole 24 Ore ha diffuso – con quella che ha ribattezzato ‘operazione serietà’ – informazioni scomode ma vere sul percorso di cosiddetto decommissioning nucleare italiano.

È forse la prima volta che un amministratore delegato di un’azienda di Stato mette la faccia illustrando dati che in prima battuta potrebbero metterlo in imbarazzo ed esporlo a critiche. In pratica Artizzu ha spiegato che il costo generale dello smantellamento e risanamento, calcolato dal suo inizio alla sua fine, ovvero dal 1999 al 2052, non è di 8 miliardi ma di 11. Artizzu però spiega anche che l’azienda è ormai arrivata a metà percorso, avendo anche avviato la parte più delicata e onerosa, quella relativa ai reattori nucleari. Leggendo l’intervista da comunicatori si resta colpiti dalla chiarezza e dal senso di responsabilità e anche dalla capacità mostrata dall’ad di Sogin nel trasferire un’idea di leale collaborazione interistituzionale. A tal proposito sono emblematici i passaggi sul ministro Giancarlo Giorgetti e il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Rispondendo alle domande incalzanti della giornalista Dominelli, infatti, Artizzu dice: «Da subito, grazie al sostegno del Ministero dell’Economia, ho potuto avviare una ristrutturazione organizzativa che ha portato alla rotazione dei dirigenti di prima fascia - spiega - e ho ridotto i livelli decisionali per procedere più agilmente». E ancora: «Siamo ben incanalati perché il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il Ministro Pichetto Fratin ha fatto un lavoro molto serio per incardinare il processo. Si tratta di un timing realistico con qualche sfida dentro che tiene conto della complessità normativa e ingegneristica dell’intero progetto».

Il risultato finale è che Artizzu è stato capace – nell’epoca della comunicazione populista e delle deresponsabilizzazione collettiva anche in ruoli apicali – di caricarsi sulle spalle responsabilità che derivavano, come si legge chiaramente sul quotidiano diretto da Fabio Tamburini, da altri, e dare prova di una comunicazione trasparente della governance di un’azienda strategica di rilievo internazionale.

Insomma, se fossimo nel Settecento dei pamphlet filosofici, invece di «Candido, o dell’ottimismo», avremmo «Sogin e Artizzu, o dell’etica nella comunicazione della governance».

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