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14/01/2026
di Lorenzo Mosciatti

Chiara Ferragni assolta dall'accusa di truffa aggravata per il Pandoro-gate: ecco perché

Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori o utenti online. E ha così disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice

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Chiara Ferragni è stata assolta al termine del processo abbreviato aperto per i casi del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua di Dolci Preziosi. Lo ha deciso Ilio Mannucci Pacini, il giudice della terza sezione penale del Tribunale di Milano.

Ferragni era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social: secondo l'accusa, avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza. Il giudice Mannucci, tecnicamente, non ha riconosciuto l'aggravante, contestata dai pm, della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia. In questo modo, poiché il Codacons circa un anno fa aveva ritirato la querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer, ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Le iniziative “benefiche” del pandoro “Pink Christmas” erano state lanciate da Balocco per il Natale 2022 ed erano associate a una donazione all’ospedale Regina Margherita di Torino. I progetti legati alle uova di Pasqua “Dolci Preziosi” del 2021 e 2022 avrebbero dovuto favorire invece l’associazione “I Bambini delle Fate”.

Il proscioglimento ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero Fabio Damato, l'allora suo braccio destro, e Francesco Cannillo, il presidente di Cerealitalia.

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