I dati condivisi durante il Netcomm Forum 2026 fotografano come oggi gli acquirenti online in Italia hanno raggiunto quota 35 milioni, mentre il settore registra una crescita stabile attorno all’8%. Parallelamente, l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui gli utenti scoprono prodotti, confrontano offerte e interagiscono con i brand, ridefinendo strategie media, customer journey e modelli di conversione.
In questo scenario si è inserita la partecipazione di Teads, la piattaforma media globale che ha confermato il proprio posizionamento come partner strategico per i brand che vogliono trasformare attenzione, dati e intelligenza artificiale in performance misurabili.
Durante il workshop “Teads, Nexi e Nexoya: il motore invisibile delle conversioni”, Gloria Invernizzi, Industry and Performance Director di Teads, Martina Lombardi, Digital Acquisition Strategy Lead di Nexi, e Alfonso Mariniello, Country Lead Italy di Nexoya - software di ottimizzazione del budget media basato sull’intelligenza artificiale - hanno offerto una prospettiva congiunta su come un approccio full funnel, supportato dall’unione di formati impattanti e tecnologie di ottimizzazione capaci di certificare il peso del brand lungo ogni touchpoint, possa amplificare l’impatto reale sulle vendite, trasformando la considerazione dell’utente in risultati di business concreti e misurabili e valorizzando ogni fase del percorso dell’utente.
Il commercio digitale sta entrando in una nuova fase evolutiva, definita dal Netcomm Forum 2026 come l’era del “Value Commerce”: un modello in cui personalizzazione, omnicanalità ed esperienza utente diventano elementi sempre più determinanti nelle decisioni d’acquisto. Al centro del confronto, una domanda chiave per i brand attivi nel digitale: come comprendere il reale contributo dei singoli canali media alle conversioni finali? A partire da questo tema, Nexoya ha illustrato il proprio approccio basato su un algoritmo di attribuzione avanzato, in grado di misurare l’impatto dei diversi canali che operano lungo tutto il funnel, non soltanto nella fase finale del customer journey, sulle conversioni finali. Un approccio che consente ai marketer di superare una visione limitata al last-click e di adottare modelli di pianificazione più evoluti, orientati al valore generato dai diversi canali nel tempo
La strategia full funnel di Nexi
Attraverso il caso Nexi, i relatori hanno mostrato come una strategia full-funnel costruita insieme a Teads possa generare risultati concreti sia in termini di awareness sia di performance. Le attività upper-funnel sviluppate da Teads hanno registrato performance superiori ai benchmark di riferimento: le campagne InRead hanno ottenuto un +32% di Video Completion Rate e un +16% di CTR rispetto alla media benchmark. Inoltre, secondo il Brand Lift Study di Kantar, la campagna ha generato un incremento del +39% nell’ad recall rispetto al gruppo di controllo e un +10% nella purchase intent.
I risultati ottenuti nella parte alta del funnel si sono riflessi positivamente anche nelle fasi successive del percorso di conversione. Nella componente lower-funnel della strategia, Nexi ha registrato un CPS inferiore del 76% e una riduzione del bounce rate del 9% rispetto ai benchmark cliente, confermando come attività orientate ad awareness e consideration possano contribuire concretamente anche agli obiettivi di performance.
Ulteriore conferma del valore incrementale del canale arriva dall’Incremental Impact Analysis realizzata da Nexoya, secondo cui Teads si è distinto come uno dei media con il più alto impatto incrementale all’interno del media mix analizzato. Nel periodo preso in esame, Teads ha generato il 2,8% delle conversioni totali con un’efficienza superiore del 25% rispetto alla media del media mix paid. Un risultato particolarmente significativo considerando l’assenza di conversioni attribuite in logica last-click, a conferma della capacità del canale di influenzare concretamente il percorso di conversione lungo tutto il funnel.
“Disporre di strumenti in grado di misurare il valore della parte alta del funnel cambia concretamente il modo di pianificare. Attività come la display advertising vengono ancora talvolta considerate ‘nice to have’, mentre oggi, grazie a dati e modelli di attribuzione più evoluti, possiamo quantificarne il reale contributo alle conversioni. Questo consente ai brand di passare da una pianificazione basata principalmente su segnali e percezioni a un approccio realmente data-driven, focalizzato su ciò che funziona davvero”, ha commentato Martina Lombardi di Nexi.
Secondo Alfonso Mariniello di Nexoya “Quanto emerso durante il workshop conferma che è fondamentale dotarsi di un sistema di attribuzione che superi i limiti degli attuali strumenti di analytics. I tool di web analytics sono sbilanciati sulla misurazione last-click e tendono a ignorare il contributo dei media upper funnel. Nexoya adotta un modello di attribuzione basato su regressione statistica, che riequilibra la lettura lungo l'intero funnel. I risultati di performance ottenuti dai nostri algoritmi di ottimizzazione confermano che questa è la direzione corretta”.
Gloria Invernizzi di Teads ha precisato come “Per costruire piani marketing di successo serve un approccio realmente olistico, capace di valorizzare il contributo dei diversi canali lungo tutto il customer journey. Oggi, grazie a modelli di attribuzione evoluti, è possibile comprendere in modo più accurato l’impatto che anche i canali upper-funnel hanno sulle conversioni finali, superando una lettura limitata al last-click. Le attività che lavorano sulla parte alta del funnel sono fondamentali per generare la domanda e alimentare le performance complessive del piano media”.
La partecipazione al Netcomm Forum 2026 testimonia l’impegno di Teads nel supportare retailer e aziende italiane nell’evoluzione verso modelli di marketing più intelligenti, omnicanale e performance-driven, in cui branding e conversione rappresentano parti integranti della stessa strategia di crescita.