Che ne sarà dello smartworking nel 2024? La proposta di proroga di 3 mesi per i lavoratori fragili e con figli a carico delle PA è solo l’ultimo capitolo di un dibattito che anche nel 2023 è proseguito tra alti e bassi.
Cresciuti nelle grandi aziende e nelle PMI, in calo nelle micro-imprese e nelle PA, gli smartworker in Italia sono stati quasi 3,6 milioni: un dato stabile rispetto al 2022, ma non proprio il New Normal che si era preannunciato quando il lavoro da remoto aveva fatto il suo ingresso prepotente con la pandemia.
“Il dibattito sullo smartworking sta maturando tra luci e ombre” dice Giulia Vitetta, Chief People, Organization & Procurement Officer di Mashfrog Group. “Troppo spesso emerge ancora come frutto di logiche di compromesso o di benefit. Per noi è stato invece un modo di innovare anche il rapporto tra dipendenti e azienda secondo una cultura fatta di responsabilità condivisa e mutua fiducia».
Mashfrog Group ha introdotto lo smartworking in via sperimentale nel maggio 2019: non è stata la risposta ad un'emergenza, ma la conseguenza operativa di una cultura aziendale e la naturale evoluzione di un processo avviato prima della pandemia. È una scelta strutturale, senza data di scadenza, che riguarda tutte le categorie degli oltre 400 dipendenti del Gruppo in tutte le sedi italiane, da quelle storiche di Roma e Milano, passando per Cagliari sino alla nuova apertura di Palermo avvenuta a dicembre. E dopo la pandemia è stata esportata anche in tutte le sedi estere del Gruppo che lavorano da allora in questa modalità ibrida.
Lo smartworking “made in Mashfrog” coniuga esigenze operative e vita privata, gestione dei processi e degli spazi. Due giorni al lavoro in ufficio e tre da casa con la flessibilità legata tanto ad esigenze personali che di progetto. Un modello che riflette il payoff del Gruppo, “Tech human touch” e sfrutta al meglio le potenzialità della digitalizzazione con un risultato win-win per il business e il wellbeing.
“Non si tratta semplicemente di organizzare giorni di lavoro da casa e in ufficio - spiega Vitetta - ma di costruire una cultura aziendale che valorizza autonomia e responsabilità. Ed è un percorso che interessa tutti, a partire dai manager che devono dare obiettivi chiari, feedback continui e condividere strategie per poter raggiungere una gestione efficace del tempo e creare il miglior equilibrio tra vita privata e professionale dei dipendenti”.
Che il mondo del lavoro sia ormai immerso in un processo di cambiamento irreversibile è un dato di fatto. Che questo possa portare miglioramenti al lavoro è tutto da dimostrare e conquistare. L’esempio di Mashfrog Group, e di altre realtà italiane che hanno imboccato con decisione la strada dello smartworking, fa ben sperare. Il 2024 sarà un nuovo banco di prova.