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12/07/2023
di Teresa Nappi

Influencer marketing: Filmedia chiude il semestre con il fatturato a +30%. Cresce anche il team

Filippo Ubaldini, fondatore e A.D. dell'agenzia: «In un mercato così dinamico e competitivo, la nostra forza sta nell'essere indipendenti e nella scelta di agire nell'interesse dei nostri clienti». Quattro le new entry

Filippo Ubaldini è fondatore e amministratore delegato di Filmedia

Filippo Ubaldini è fondatore e amministratore delegato di Filmedia

Filmedia ha chiuso il primo semestre del 2023 con una crescita del fatturato del 30%, un risultato che evidenza il successo delle strategie adottate dalla società, attiva nel settore dell'influencer economy, settore che negli ultimi due anni è cresciuto di oltre 27 punti percentuali raggiungendo un giro d'affari di 300 milioni di euro.

In un mercato come questo, dinamico e competitivo, la ricetta di Filmedia ha i suoi punti di forza «nelle informazioni e nella comunicazione diretta con i consumatori». Lo spiega a Engage Filippo Ubaldini, fondatore e amministratore delegato di Filmedia, in questa intervista.

Filippo, Filmedia continua nel suo percorso di crescita. Come si mantiene e si supera la propria posizione?

«L’aumento del 30% del fatturato a chiusura del primo semestre di quest’anno conferma che, anche se il mercato in cui operiamo è estremamente competitivo e dinamico, l’approccio di Filmedia funziona. La nostra peculiarità è quella di essere indipendenti e di agire nell'interesse dei nostri clienti, senza essere legati a specifici influencer in quanto non vengono rappresentati dalla nostra agenzia. Contiamo su un team dedicato di 18 professionisti che lavorano quotidianamente con un approccio sistematico per ricevere e proporre le migliori soluzioni nel mondo degli influencer. Durante il 2022 abbiamo collaborato con oltre 900 talent a livello nazionale, generando centinaia di campagne di influencer marketing. Abbiamo ricevuto incarichi da diversi clienti per lavorare anche in Europa continentale, come in Spagna, Germania, Francia e Polonia».

Come è “in pratica" il vostro lavoro?

«I nostri clienti ci forniscono un brief che descrive le loro esigenze in termini di awareness e conversione, oltre a suggerimenti sulle piattaforme più affini. A questo punto, il nostro team utilizza i tool principali per individuare i migliori talent che, grazie agli indicatori di affinità, sono più adatti alle esigenze del brand. Successivamente, ci occupiamo della negoziazione con i talent o con le agenzie rappresentanti. Poi passiamo alla realizzazione della campagna sui social media. Infine, si conclude con la certificazione».

Quindi, anche nell'influencer marketing la conoscenza è potere…

«Facciamo affidamento su un'intelligence interna che ci consente di comprendere le tendenze dei talent a livello nazionale e non solo, poiché siamo informati su ciò che accade nella loro vita. Sappiamo chi cambia casa, aspetta un bambino o chi acquista una lavastoviglie, una macchina o ha un cane o un gatto. Abbiamo sviluppato un sistema di informazione interno a Filmedia che mettiamo a disposizione dei nostri clienti. Ciò consente loro di beneficiare di aggiornamenti e informazioni fresche che non sono disponibili tramite i tool online».

La crescita sarà supportata anche da nuovi ingressi nel team?

In linea con la nostra crescita e la necessità di supportare i nostri clienti e le agenzie, abbiamo investito nelle risorse umane. La mia azienda si basa sul concetto di "people company", in cui le persone sono il nostro "patrimonio". Abbiamo quindi deciso di fare investimenti strategici con l'arrivo di quattro nuove figure, ma prevediamo un piano di assunzioni importante nei prossimi mesi che porterà Filmedia ad offrire una serie di servizi aggiuntivi. Le new entry nel nostro team sono Annaclara Maffucci, Head of Operations; Alessandro Guida, Social Media Manager; Matteo Sammarone, Sales Manager; e Matteo Di Raimondo, Junior Sales Account».

In alto: Annaclara Maffucci e Alessandro Guida; in basso: Matteo Sammarone e Matteo Di Raimondo

In alto: Annaclara Maffucci e Alessandro Guida; in basso: Matteo Sammarone e Matteo Di Raimondo

Dai media tradizionali verso l'influencer economy. Come sta andando questo passaggio?

«Il mercato dei media tradizionali sta subendo un rallentamento causa della crescita esponenziale dei social media, che ha modificato le abitudini dei consumatori nel tempo libero. È evidente che il mondo si divide in generazioni, e sempre più la Generazione Z e i Millennials stanno diventando una parte fondamentale di esso. Pertanto, il settore del largo consumo, così come il retail e i mercato dei beni di lusso, si sta sempre più indirizzando verso questi target poiché sono consapevoli che i media tradizionali non sono più il mezzo ideale per raggiungere questa fascia di consumatori. Di conseguenza, gli investimenti nel digitale crescono, soprattutto nell'ambito degli influencer, che sono figure in fase di evoluzione e si stanno professionalizzando sempre di più. Ciò sta portando notevoli vantaggi al mercato a discapito dei media tradizionali e i brand stanno guardando con maggior favore a questo nuovo canale di comunicazione. Anche perché è più "umano". Per esempio, le storie di Instagram possono essere modificate a basso costo rispetto ad una campagna tradizionale, pensiamo alla modifica di uno spot tv o radio. Ora la comunicazione è molto più diretta e arriva in modo più nitido ai consumatori attraverso i social media».

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