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14/05/2020
di Teresa Nappi

Covid Coach, negli USA il successo di un’app dal cuore italiano firmata Mumble

L’azienda, nata nel 2013, sta registrando ottimi risultati - anche oltreoceano - e continua ad accelerare in ambito Mobile Marketing e Mental Health. Intervista al Ceo Mattia Farina

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C’è il genio di ingegneri italiani dietro una delle app che il Governo degli Stati Uniti ha deciso di rendere disponibile come supporto psicologico in questo momento molto difficile. L’app Covid Coach, che sta facendo molto parlare di sé oltreoceano, è infatti stata realizzata dall’italiana Mumble, insieme al suo partner statunitense Vertical. Mumble è un’azienda fondata nel 2013 da Mattia Farina, Francesco Vellani e Giacomo Torricelli, con l’obiettivo di aiutare le realtà aziendali a inserirsi nel mondo digitale.

L’azienda, il cui core business è lo sviluppo di soluzioni digitali cloud based e App native per iOS e Android, si occupa in particolare di innovazione, analizzando i processi aziendali tradizionali, con l’obiettivo di identificare soluzioni digitali che siano in grado di ottimizzarli. La sua mission è «rendere lo sviluppo software più accessibile a tutti», spiega Mattia Farina, Ceo di Mumble, che, partendo dal progetto Covid Coach, spazia poi a tracciare il prossimo futuro dell’azienda.

Mattia, Mumble si è resa protagonista di un progetto davvero importante in questo periodo di emergenza mondiale. Ce ne vuoi parlare? In quest'ultimo periodo abbiamo lavorato insieme al nostro partner Vertical e al Governo degli Stati Uniti per creare un'applicazione che aiutasse le persone a fronteggiare l'emergenza Covid. L'applicazione si chiama Covid Coach, è progettata per aiutare le persone a gestire lo stress e vivere nel modo più sereno possibile questo momento difficile. Covid-Coach-Mumble È gratuita e disponibile sugli store, anche in Italia. L’applicazione ha destato anche l’interesse di una testata come Wired US che ha deciso di dedicare a Covid Coach un articolo, e la cosa ci riempie di orgoglio.

Come è nato il progetto Covid Coach?

In realtà la nostra collaborazione con il Governo degli Stati Uniti nasce diversi anni fa. Covid Coach è solo l’ultimo progetto in ordine cronologico che abbiamo seguito insieme a Vertical per i Veterani degli Stati Uniti. Tutto è iniziato 5 anni fa. Era il 2014 e Mumble aveva poco più di un anno. Da subito ci siamo resi conto che la qualità degli ingegneri italiani non è seconda a nessuno e che, dall’altra parte del mondo, a San Francisco per la precisione, si potevano nascondere grandi opportunità. Con questa convinzione abbiamo partecipato al Silicon Valley Study Tour. Attraverso questo progetto abbiamo avuto la possibilità di volare oltreoceano e di conoscere diversi partner che erano già interessati a una collaborazione con Mumble. Tra questi c’era Giò Moraja, A.D. di Vertical, digital agency con sede a Oakland, che già all’epoca si occupava di sviluppare soluzioni mobile a supporto del benessere psicologico dei Veterani degli Stati Uniti. Dopo diversi mesi abbiamo avuto l’opportunità di sviluppare una di queste app, nello specifico PTSD Coach (PTSD sta per Posttraumatic Stress Disorder, ndr). Da lì, è iniziata una grandiosa collaborazione che prosegue tutt’ora.

Oltre che Covid Coach, cosa vi ha visto impegnati in questi mesi?

Oltre a Covid Coach, i nostri team sono stati e sono occupati a sviluppare altre soluzioni digitali. Molte di queste sono applicazioni web e mobile, che appartengono a due precisi settori: Mobile Marketing, ovvero soluzioni mobile sviluppate per i brand che desiderano stabilire relazioni profonde con i propri clienti; e Mental Health, cioè soluzioni mobile a supporto del benessere psicologico, proprio come può essere considerata Covid Coach. Per entrambi i settori il minimo comune denominatore è la tecnologia, che può essere adottata e applicata, come si vede, con differenti obiettivi.

Per chiudere, come sono andati i primi mesi di questo difficile 2020 e qual è la vostra visione del prossimo futuro?

Nonostante il periodo di grossa incertezza che stiamo vivendo abbiamo chiuso positivamente il primo quadrimestre, facendo segnare un +50% rispetto a quello del precedente anno. Stiamo però aspettando una possibile flessione per i prossimi mesi, dovuta allo stop di moltissime attività e quindi all’inevitabile calo dei progetti. Detto questo, non ci siamo fermati, anzi abbiamo spinto l’acceleratore sui prodotti Mumble e siamo fiduciosi che questi possano aiutarci a mantenere il trend positivo per tutto l’anno. Abbiamo tante idee, prodotti unici e una grande voglia di aiutare le aziende a crescere ed espandere il proprio business. Possiamo fare tanto insieme a loro.

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