AI Visibility: Seed lancia le classifiche dei brand nei motori conversazionali
L’AI Visibility è oggi uno dei temi più discussi nel panorama digital: un territorio nuovo, destinato a diventare il KPI principale del concetto stesso di visibilità online.
“Con l’avvento di AI Overview e dei motori conversazionali, la presenza di un brand non si misura più solo in ranking e traffico, ma nella capacità di essere citato, raccomandato e utilizzato come fonte all’interno delle risposte generate dagli LLM”, spiega Pasquale Gangemi, Co-Founder e CEO di Seed, nonché esperto SEO di lunga esperienza.
In questo scenario, Seed ha scelto di rispondere fin da subito con un investimento in ricerca e sviluppo, lavorando all’evoluzione di Sprout, il tool proprietario dedicato all’analisi dell’AI Visibility e delle dinamiche competitive nei sistemi generativi.
Oggi Seed annuncia il rilascio della prima versione delle classifiche dei brand più visibili sui motori conversazionali, basate su un Visibility Score proprietario che combina diversi fattori: frequenza delle menzioni, diversità dei modelli AI che citano il sito, recency delle citazioni e qualità del sentiment associato.
L’analisi nasce dall’elaborazione di oltre 100.000 prompt e più di 1.000.000 di menzioni, su un campione ampio che copre 21 settori, scansionati settimanalmente. L’obiettivo è fornire al mercato una metrica strutturata, oggettiva e comparabile per misurare la presenza dei brand all’interno delle risposte generate da ChatGPT, Gemini, Perplexity e altri sistemi conversazionali.
Le classifiche verranno aggiornate nel tempo attraverso una doppia pubblicazione: una overview generale con aggiornamento mensile e focus verticali settimanali dedicati ai singoli settori – dal Fashion alle Assicurazioni, dall’Arredo al Food, dal Pharma al Luxury - per analizzare dinamiche competitive, variazioni e opportunità emergenti.
“Con questo progetto, Seed punta a fare ordine in un ambito ancora poco standardizzato, introducendo KPI chiari e replicabili e offrendo alle aziende uno strumento concreto per comprendere e migliorare la propria visibilità nei motori generativi” conclude Gangemi.