Sensemakers, società che offre servizi di consulenza sull'analisi dei media, presenta AI Squared, una soluzione via piattaforma SaaS o reporting ad hoc che monitora e analizza, su base mensile, come i principali agenti AI e le sintesi AI dei motori di ricerca Google e Bing citano e referenziano domini di editori e brand nelle loro risposte e i relativi impatti sulle audience degli stessi. I dati, spiega la società nel comunicato, "derivano dall’osservazione dei comportamenti di navigazione reali di un panel rappresentativo della popolazione italiana, gestito da Comscore, e non da prompt sintetici generati artificialmente su larga scala". In questo modo, AI Squared misura ciò che gli utenti reali vedono nelle loro sessioni di utilizzo quotidiano. Il risultato è quindi rappresentativo dei comportamenti effettivi di fruizione.
Le metriche erogate dalla piattaforma coprono l’intero funnel dalla visibilità all’azione: il ranking dei domini più citati dagli agenti AI e dalle sintesi AI dei motori di ricerca; la reach mensile e il numero di conversazioni in cui il brand viene menzionato; la Potential Incremental Reach — metrica esclusiva che quantifica i visitatori potenziali che non hanno raggiunto il sito menzionato nonostante la citazione AI, rappresentando il gap di conversione tra esposizione e visita effettiva; il co-citation overlap, ovvero la sovrapposizione tra domini citati insieme come fonti nella stessa risposta; e l’analisi dei prompt e delle query degli utenti in formato custom, segmentabile per settore merceologico.
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«Sapevamo che gli agenti AI stavano cambiando la distribuzione del traffico. Quello che mancava era la misura. AI Squared nasce per rispondere a questa esigenza: per la prima volta un brand o un editore italiano può sapere quante persone sono state esposte a una risposta dell’IA che lo citava — e quante di quelle hanno poi effettivamente visitato il suo sito. La differenza tra esposizione e conversione è il dato che cambierà il modo in cui le aziende pensano alla propria visibilità digitale», afferma Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers – Comscore Italia.
Il traffico si redistribuisce
Le prime elaborazioni condotte con la piattaforma di Sensemakers su panel italiano fotografano un ecosistema con dinamiche inattese. Nel periodo gennaio-febbraio 2026, i tre domini più citati dagli agenti conversazionali sono reddit.com, wikipedia.org e youtube.com. Il primo editore italiano compare soltanto all’ottava posizione: è corriere.it. Nella Top 5 degli agenti AI non è presente alcun dominio nazionale.
Le sintesi AI dei motori di ricerca mostrano invece un profilo più localizzato: su 866 domini totali censiti nel periodo gennaio-febbraio 2026, il 70% è italiano. Dalla terza posizione in poi emergono con forza aranzulla.it, treccani.it, corriere.it, my-personaltrainer.it, virgilio.it. I volumi di esposizione sono però molto più concentrati: Wikipedia e YouTube, in prima e seconda posizione vantano un ordine di grandezza superiore ai domini italiani.
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La differenza tra i risultati degli Agenti e i motori di ricerca riflette architetture diverse: le sintesi AI dei motori di ricerca lavorano in un contesto di ricerca fortemente localizzato, dove la query viene effettuata in italiano su google.com e bing.com, e tende quindi a recuperare contenuti in lingua italiana. I chatbot generalisti, addestrati su corpus prevalentemente anglofoni, tendono a privilegiare le sorgenti più rappresentate nei loro dati di pre-addestramento — che sono, strutturalmente, quelle anglosassoni.
In sintesi: gli agenti AI sembrano premiare di più il web globale, documentale e di community; le sintesi AI dei motori di ricerca appaiono più vicine a un modello enciclopedico-operativo, più radicato nel contesto d’uso locale.
Il dato più rilevante per chi si occupa di traffico e revenue, sottolinea Sensmakers, è però il tasso di conversione, da intendersi come la percentuale di utenti esposti a una citazione AI che visita effettivamente il sito citato nel mese di riferimento nel caso degli agenti AI, o che visita il dominio citato nell’ambito della ricerca sui motori. La categoria News/Information è quella che converte di meno: il 5,2% per gli agenti AI contro il 14,6% medio registrato su tutte le categorie; l’1,8% per le sintesi AI dei motori di ricerca contro il 4,8% medio complessivo. Contenuti di servizio, educativi, retail e salute reindirizzano molto più efficacemente.
La notizia viene consumata nella sintesi senza che l’editore veda un solo click. Per i brand commerciali, al contrario, la citazione AI produce un effetto di traino misurabile, e a prevalere tra le fonti più citate nell’ambito retail sono i grandi marketplace internazionali (come Amazon, Alibaba, eBay e ManoMano), brand dell’elettronica (Apple, Lenovo e Dell), comparatori come Trovaprezzi.it, Facile.it e AutoScout24, e brand leader di settore (come Poste Italiane e Leroy Merlin).
«I nostri dati dimostrano che il traffico non scompare: si redistribuisce. Chi saprà ottimizzare la propria presenza nelle risposte AI avrà un vantaggio competitivo decisivo nei prossimi anni.» conclude Angelini.