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17/04/2026
di Caterina Varpi

Sensemakers presenta AI Squared, soluzione che misura la visibilità di brand e media negli Agenti AI

Le prime elaborazioni della piattaforma, che si basa su ricerche reali, mostrano come gli agenti AI sembrano premiare di più il web globale mentre le sintesi AI dei motori di ricerca appaiono più vicine a un modello enciclopedico-operativo

Fabrizio Angelini

Fabrizio Angelini

Sensemakers, società che offre servizi di consulenza sull'analisi dei media, presenta AI Squared, una soluzione via piattaforma SaaS o reporting ad hoc che monitora e analizza, su base mensile, come i principali agenti AI e le sintesi AI dei motori di ricerca Google e Bing citano e referenziano domini di editori e brand nelle loro risposte e i relativi impatti sulle audience degli stessi. I dati, spiega la società nel comunicato, "derivano dall’osservazione dei comportamenti di navigazione reali di un panel rappresentativo della popolazione italiana, gestito da Comscore, e non da prompt sintetici generati artificialmente su larga scala". In questo modo, AI Squared misura ciò che gli utenti reali vedono nelle loro sessioni di utilizzo quotidiano. Il risultato è quindi rappresentativo dei comportamenti effettivi di fruizione.

Le metriche erogate dalla piattaforma coprono l’intero funnel dalla visibilità all’azione: il ranking dei domini più citati dagli agenti AI e dalle sintesi AI dei motori di ricerca; la reach mensile e il numero di conversazioni in cui il brand viene menzionato; la Potential Incremental Reach — metrica esclusiva che quantifica i visitatori potenziali che non hanno raggiunto il sito menzionato nonostante la citazione AI, rappresentando il gap di conversione tra esposizione e visita effettiva; il co-citation overlap, ovvero la sovrapposizione tra domini citati insieme come fonti nella stessa risposta; e l’analisi dei prompt e delle query degli utenti in formato custom, segmentabile per settore merceologico.


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«Sapevamo che gli agenti AI stavano cambiando la distribuzione del traffico. Quello che mancava era la misura. AI Squared nasce per rispondere a questa esigenza: per la prima volta un brand o un editore italiano può sapere quante persone sono state esposte a una risposta dell’IA che lo citava — e quante di quelle hanno poi effettivamente visitato il suo sito. La differenza tra esposizione e conversione è il dato che cambierà il modo in cui le aziende pensano alla propria visibilità digitale», afferma Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers – Comscore Italia.

Il traffico si redistribuisce

Le prime elaborazioni condotte con la piattaforma di Sensemakers su panel italiano fotografano un ecosistema con dinamiche inattese. Nel periodo gennaio-febbraio 2026, i tre domini più citati dagli agenti conversazionali sono reddit.com, wikipedia.org e youtube.com. Il primo editore italiano compare soltanto all’ottava posizione: è corriere.it. Nella Top 5 degli agenti AI non è presente alcun dominio nazionale.

Le sintesi AI dei motori di ricerca mostrano invece un profilo più localizzato: su 866 domini totali censiti nel periodo gennaio-febbraio 2026, il 70% è italiano. Dalla terza posizione in poi emergono con forza aranzulla.it, treccani.it, corriere.it, my-personaltrainer.it, virgilio.it. I volumi di esposizione sono però molto più concentrati: Wikipedia e YouTube, in prima e seconda posizione vantano un ordine di grandezza superiore ai domini italiani. 


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La differenza tra i risultati degli Agenti e i motori di ricerca riflette architetture diverse: le sintesi AI dei motori di ricerca lavorano in un contesto di ricerca fortemente localizzato, dove la query viene effettuata in italiano su google.com e bing.com, e tende quindi a recuperare contenuti in lingua italiana. I chatbot generalisti, addestrati su corpus prevalentemente anglofoni, tendono a privilegiare le sorgenti più rappresentate nei loro dati di pre-addestramento — che sono, strutturalmente, quelle anglosassoni.

In sintesi: gli agenti AI sembrano premiare di più il web globale, documentale e di community; le sintesi AI dei motori di ricerca appaiono più vicine a un modello enciclopedico-operativo, più radicato nel contesto d’uso locale.

Il dato più rilevante per chi si occupa di traffico e revenue, sottolinea Sensmakers, è però il tasso di conversione, da intendersi come la percentuale di utenti esposti a una citazione AI che visita effettivamente il sito citato nel mese di riferimento nel caso degli agenti AI, o che visita il dominio citato nell’ambito della ricerca sui motori. La categoria News/Information è quella che converte di meno: il 5,2% per gli agenti AI contro il 14,6% medio registrato su tutte le categorie; l’1,8% per le sintesi AI dei motori di ricerca contro il 4,8% medio complessivo. Contenuti di servizio, educativi, retail e salute reindirizzano molto più efficacemente.

La notizia viene consumata nella sintesi senza che l’editore veda un solo click. Per i brand commerciali, al contrario, la citazione AI produce un effetto di traino misurabile, e a prevalere tra le fonti più citate nell’ambito retail sono i grandi marketplace internazionali (come Amazon, Alibaba, eBay e ManoMano), brand dell’elettronica (Apple, Lenovo e Dell), comparatori come Trovaprezzi.it, Facile.it e AutoScout24, e brand leader di settore (come Poste Italiane e Leroy Merlin).

«I nostri dati dimostrano che il traffico non scompare: si redistribuisce. Chi saprà ottimizzare la propria presenza nelle risposte AI avrà un vantaggio competitivo decisivo nei prossimi anni.» conclude Angelini.

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