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12/03/2024
di Annalisa Pomponio

Gruppo Mondadori ottiene la certificazione per la parità di genere

Riconoscimento per l'editrice nell’ambito del percorso Diversity & Inclusion intrapreso tre anni fa per promuovere una cultura inclusiva e opportunità eque in azienda

Francesca Rigolio, Chief Diversity Officer del Gruppo Mondadori

Francesca Rigolio, Chief Diversity Officer del Gruppo Mondadori

Gruppo Mondadori ottiene la certificazione per la parità di genere a conferma dell’impegno e della capacità dell’azienda di creare un ambiente di lavoro sempre più attento all’equità e all’inclusione. 

Antonio Porro, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori, sottolinea: “Questo riconoscimento è frutto dell’approccio strategico che, come Gruppo, abbiamo maturato sui temi della diversità, dell’inclusione e della parità di genere. Come editore abbiamo la responsabilità di favorire un cambiamento culturale attraverso i contenuti che offriamo ogni giorno alle nostre lettrici, lettori e utenti e diventando un modello di riferimento virtuoso nella valorizzazione di questi temi. Un obiettivo che continueremo a portare avanti per perseguire una crescita sostenibile, integrando sempre di più gli ambiti ESG nei nostri piani aziendali”. 

Al manager fa eco Francesca Rigolio, Chief Diversity Officer del Gruppo Mondadori: “Il nostro percorso, iniziato tre anni fa, trova nella certificazione il raggiungimento di un traguardo importante, che genera nel Gruppo un rinnovato entusiasmo per lo sviluppo dei tanti progetti in corso e futuri”. 

Nello specifico, sul tema della genitorialità, particolare apprezzamento ha ottenuto il progetto lanciato nel 2023 con l’obiettivo di lavorare a un autentico cambio culturale e di approccio, mettendo a disposizione di tutti i neogenitori strumenti utili e concreti - come il parental kit o il servizio di counseling - in una fase di forte cambiamento della loro vita professionale e personale. 

Inoltre, nell’ambito dei processi di selezione, Mondadori è tra le prime aziende in Italia ad aver adottato i curriculum vitae "blind", che non presentano informazioni relative a genere ed età dei candidati. Uno strumento che permette di accedere a un percorso di selezione il più equo e inclusivo possibile, non influenzato da bias di genere.

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