Non è più solo una questione di algoritmi, ma di una trasformazione profonda del rapporto tra brand e consumatore. Nella sua attesa lettera annuale in cui traccia la roadmap di sviluppo di Google per il 2026, Vidhya Srinivasan, VP/GM Ads & Commerce di Google, delinea per Big G un futuro in cui il confine tra ispirazione e acquisto è destinato a sparire. La parola d’ordine è "espansione": un momento storico in cui l'Intelligenza Artificiale permette di conciliare, finalmente, la velocità del click con la sicurezza della scelta corretta.
L’offerta di Google in ambito pubblicità e commerce per l’anno in corso, riassunta da Srinivasan nella lettera, si poggia su tre pilastri fondamentali: personalizzazione fluida, fiducia basata sull’AI e interoperabilità attraverso nuovi protocolli standardizzati. L'obiettivo? Trasformare ogni interazione, che sia un video su YouTube o una conversazione con Gemini, in un’opportunità commerciale immediata.
La reinvenzione dell’Advertising tra Search, YouTube e AI Mode
Il comparto pubblicitario vive la sua rivoluzione più radicale attraverso il superamento della keyword tradizionale. Google sta puntando tutto sulla Ricerca conversazionale, dove l’advertising non è più un’interruzione, ma una risposta contestuale.
- Pubblicità in AI Mode: La grande novità è l’integrazione di formati pubblicitari nativi all'interno di AI Mode. Google sta testando spazi sponsorizzati che appaiono proprio quando l'utente confronta brand o cerca consigli. Non si tratta solo di retail: il modello si sta già estendendo ai viaggi e ai servizi.
- Direct Offers: Per spingere la conversione nell'ultimo miglio, arrivano le "Offerte Dirette". I brand possono ora inviare promozioni su misura (sconti, programmi fedeltà o bundle esclusivi) a utenti pronti all'acquisto, senza dover modificare il pricing pubblico per il resto del mercato.
- Creator-Brand Matchmaking: Su YouTube, l’IA diventa un "talent scout" automatizzato. Attraverso l'analisi profonda di contenuti e audience, Google è ora in grado di abbinare istantaneamente i brand alle community di creator più affini, trasformando l’influenza organica in impatto misurabile sul business.
- Asset creativi rapidi: Con l'integrazione di Nano Banana e Veo 3 in Asset Studio, gli inserzionisti stanno scalando la produzione: solo nell'ultimo trimestre, sono stati generati quasi 70 milioni di asset creativi tramite Gemini.
L’ascesa dell’Agentic Commerce e i nuovi protocolli UCP
Se il 2025 è stato l'anno della sperimentazione, il 2026 è l’anno dell’Agentic Commerce. Google non vuole solo mostrare prodotti, ma abilitare gli agenti IA a compiere azioni per conto dell'utente.
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Il cuore di questa evoluzione è lo Universal Commerce Protocol (UCP), lanciato lo scorso mese. Questo protocollo standardizza la connessione tra aziende e agenti IA, gestendo identità digitale e pagamenti sicuri. I risultati sono già tangibili: negli Stati Uniti, gli utenti possono già acquistare prodotti da partner come Wayfair ed Etsy direttamente dall'interfaccia di Gemini o della Ricerca, senza frizioni d'uscita.
Misurazione e performance: verso il "One-Stop-Shop"
Srinivasan non dimentica l'efficacia dei dati. Con l'introduzione di AI Max, Google sta aiutando i brand a intercettare miliardi di query precedentemente "invisibili". Per risolvere il problema della frammentazione dei dati, il colosso di Mountain View sta riprogettando l'intero ecosistema di misurazione per trasformarlo in un punto di riferimento unico (one-stop-shop), dove ogni decisione di investimento è supportata da una visione chiara del ROI.
In un panorama tecnologico che corre, la chiusura di Srinivasan è un ritorno ai valori: "La corsia preferenziale deve rimanere la più sicura". La privacy e la responsabilità restano le fondamenta su cui Google intende costruire questa nuova, fluida esperienza di shopping globale.