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06/11/2026
di Rosa Guerrieri

Cinema e audiovisivo: approvato dal Senato il disegno di legge di riforma. Quali conseguenze per la pubblicità?

Dalle novità sul fronte AI e diritti d'autore, al rilancio dell'affluenza nelle sale, ecco cosa potrebbe cambiare per l'industria dell'advertising

Foto di Jake Hills su Unsplash

Foto di Jake Hills su Unsplash

È stato approvato dal Senato, in maniera definitiva, il disegno di legge di riforma del settore cinematografico e audiovisivo. Un provvedimento volto a rafforzare il ruolo del cinema quale patrimonio culturale nazionale, strumento di promozione dell'identità italiana e leva di sviluppo economico e occupazionale, che introduce un nuovo modello di governance e delega il Governo al riordino complessivo della disciplina del comparto, con interventi in materia di incentivi, sostegno alle produzioni indipendenti, rilancio delle sale cinematografiche, tutela della proprietà intellettuale, contrasto alla pirateria, utilizzo dell'intelligenza artificiale e sviluppo dell'industria videoludica.

Le novità per il comparto

Il disegno di legge introduce una profonda riorganizzazione del comparto, definendo un nuovo modello di governance orientato alla trasparenza e all'efficienza operativa. Il cuore della riforma risiede nella netta separazione tra l'indirizzo politico-strategico, che resta in capo al Ministero della Cultura, e la gestione operativa dei fondi, affidata alla nuova Agenzia per il cinema e dell'audiovisivo. A supporto delle politiche di settore viene inoltre istituito il Forum del cinema, organismo permanente formato da esperti del comparto. Il testo mira a garantire procedure più veloci, una programmazione triennale delle risorse e una stringente tracciabilità nell'erogazione dei contributi pubblici e del tax credit, rivisto per tutelare in particolar modo le produzioni indipendenti, i giovani autori e le opere di minori dimensioni.

Oltre al rafforzamento della filiera industriale e delle sale cinematografiche, il provvedimento introduce importanti tutele per il capitale umano e per l'innovazione tecnologica. Sul fronte occupazionale, viene previsto il riordino degli ammortizzatori sociali e il consolidamento dell'indennità di discontinuità a salvaguardia dei lavoratori dello spettacolo. Parallelamente, la legge affronta il tema dell'intelligenza artificiale stabilendo garanzie chiare per la protezione dei diritti d'autore e d'immagine di artisti ed esecutori, dalla fase di produzione alla gestione dei contenuti digitali. 


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Le implicazioni sul fronte pubblicitario

Le novità apportate dal provvedimento, anche se indirettamente, potrebbero avere degli effetti anche sul mercato pubblicitario. 

In primis, sul fronte dell'AI e del diritto d'autore: le linee guida sull'uso dell'intelligenza artificiale sembrano infatti orientare il settore verso una maggiore cautela e trasparenza nell'impiego di modelli generativi, avatar e voci sintetiche, con un'attenzione crescente alla tutela dei diritti di immagine. Ma non solo: la riscrittura dei criteri per il tax credit e la richiesta di una tracciabilità più rigorosa dei costi potrebbero spingere brand e case di produzione verso una gestione contrattuale e contabile più complessa per l'accesso agli incentivi fiscali, ridefinendo gli adempimenti a carico delle agenzie.

Allo stesso tempo, si delineano scenari da monitorare anche sul fronte dei costi di struttura e delle opportunità sui canali media. Il riordino delle tutele per i lavoratori dello spettacolo e l'estensione dell'indennità di discontinuità potrebbero riflettersi sui costi vivi delle maestranze e dei set per la realizzazione dei commercial. D'altro canto, gli investimenti destinati al sostegno del circuito cinematografico potrebbero tradursi in un'opportunità indiretta per l'area media: un eventuale rilancio dell'affluenza in sala e l'ammodernamento delle strutture darebbero nuova linfa al canale in-cinema advertising, offrendo agli investitori un contesto di fruizione più moderno e attrattivo. Tutto questo in un momento in cui il cinema sta già riprendendo slancio sul mercato pubblicitario, con numeri tornati sui livelli pre-Covid.

Pur rappresentando un passaggio cruciale per l'intero settore, l'effettiva operatività della riforma dipenderà ora dai decreti attuativi, in vista del completamento dell'assetto istituzionale, con l'entrata in fase operativa dell'Agenzia programmata per l'inizio del 2028.

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