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19/02/2026
di Cristina Oliva

VML Italy presenta “The Future 100: 2026”: ecco le sei tendenze che ridisegnano il mercato

Dal disottimismo alle piccole gratificazioni, fino all’intimità con l’IA: il rapporto offre tanti spunti ai brand spunti per restare rilevanti in un mondo in rapido cambiamento

Giuseppe Salinari

Giuseppe Salinari

VML Italy ha presentato a Milano "The Future 100: 2026", il 12° studio internazionale di VML Intelligence sulle 100 tendenze socio-culturali e di consumo che caratterizzeranno l'anno in corso. L'incontro ha visto la presenza di manager e C-Level per un confronto sulle dinamiche che stanno ridisegnando il mercato globale e la relazione tra brand e consumatori. Al cuore del report, basato su insights raccolti da oltre 15.000 adulti in 16 Paesi, tra cui l'Italia, il concetto di "disottimismo": un nuovo approccio culturale che, pur riconoscendo le complessità del presente, rifiuta la rassegnazione e trasforma le sfide in opportunità concrete.

Durante l’evento Francesco Lucchetta, Chief Client and Strategy Officer di VML Italy, Marco Bandini, Chief Transformation Officer di VML Italy, e Teresa Biondino, Managing Director di VML Health Italy, hanno acceso un faro su alcune direzioni chiave del 2026, ciascuna con implicazioni profonde per brand, consumatori e mercati.

Un primo filone analizzato, Micro-Resilience, cattura il desiderio di gioia accessibile in una società sempre più sfidante, identificando la Treatonomics come la tendenza a concedersi piccole spese per un'immediata "scarica di dopamina". Per i brand, la chiave è quindi offrire prodotti e servizi che, pur non essendo di lusso in senso tradizionale, siano percepiti come preziosi, capaci di regalare un momento di evasione accessibile per avvicinare una nuova generazione di consumatori: il 38% della Gen Z dichiara infatti di spendere di più per sé stessa. 

La seconda macro-area, Radical Immersion, evidenzia una spinta degli individui verso un approfondimento intenso della propria interiorità, con l'obiettivo di intraprendere un percorso di auto-scoperta e delineare la propria identità. L'87% degli intervistati concorda che "le migliori esperienze mi rendono, in qualche modo, diverso". In linea con questa tendenza, misteriose avventure ideate dai brand trasformano il lusso da possesso materiale a esperienza memorabile e trasformativa nelle “Luxury scavenger hunts”.

Mastering the Machine è il macro-trend che racconta un mondo dove la tecnologia è diventata così pervasiva da costituire l'ambiente stesso e in cui distinguere la verità diventa sempre più complesso, rendendo la "truth literacy", la capacità di offrire significato e fiducia, una nuova valuta indispensabile. Con il 49% della Gen Z che dichiara di aver già formato una relazione significativa con l'intelligenza artificiale, emergono nuove forme di “intimità algoritmica” nelle "relAItionships", dove il rapporto con l’AI inizia a competere con quello umano. In parallelo, l’immersione digitale genera anche stanchezza: cresce il desiderio di riappropriarsi della propria attenzione, coltivando un "digital intent", un approccio consapevole alla tecnologia, che privilegia l'intenzione sull'automatismo.

Un'altra direzione cruciale è rappresentata dai New Connection Fabrics, dove nuovi pattern di legami fra persone e cose sfidano la nostra visione tradizionale del mondo. Gli uomini ripensano il maschile, in un crescente desiderio di ritrovare amicizie profonde e significative, mentre le donne diventano protagoniste in settori prima considerati “maschili”. Anche la natura acquisisce un nuovo status: la "natural IP" le attribuisce diritti simili alla proprietà intellettuale, consentendo l'uso commerciale delle sue risorse al fine di finanziare la sua conservazione. Infine, un nuovo modo di connettersi con il tempo sfida apertamente i ritmi dei mercati, invitando le persone a riallinearsi con la natura ed i suoi cicli, a ridare senso e tempo alla cura di sé, in un mondo eccessivamente stimolato.

Il viaggio tra le tendenze è proseguito con la macro-area Ugly Reality, che celebra l'imperfezione in un atto di onestà radicale. Oggi l’ispirazione si trova nell'usura del tempo e nelle imperfezioni, in netto contrasto con l'immagine patinata che domina la percezione contemporanea. Questa autenticità si estende alla sfera personale: le beauty routine tradizionali lasciano spazio a un lato più "brutto" della skincare notturna, mentre una "bellezza sediziosa" irrompe con look provocatori celebrando diversità e individualità.

Inoltre, l’evento di VML Italy ha evidenziato il concetto di One Health come cambio di paradigma: la salute diventa un sistema integrato, in cui la "social health" evidenzia l’importanza delle connessioni umane: il 70% degli intervistati vede oggi la solitudine come una vera e propria epidemia. Per i brand, questo significa ripensare il proprio ruolo, diventando facilitatori di comunità e interazione autentica. Seguendo questo filone, la "pet longevity" estende l'attenzione alla salute degli animali da compagnia, con un mercato globale del petcare destinato a raggiungere i 236 miliardi di dollari entro il 2030. Infine, la "climate-resilient healthcare" affronta la necessità urgente di sistemi sanitari preparati alle sfide climatiche.

Il prossimo appuntamento con “The Future 100: 2026” è fissato per martedì 24 febbraio a Roma.

"Tra certezze e previsioni infallibili, 'The Future 100: 2026' sceglie una strada diversa: non scorciatoie, ma spunti di riflessione, intuizioni, dati”, ha detto Giuseppe Salinari, Ceo di VML Italia. “Più che semplici soluzioni pronte, i nostri eventi offrono ai brand gli strumenti per leggere e interpretare i venti dominanti su mercati, nuove culture e comportamenti. Solo con questa profonda comprensione è possibile elaborare strategie vincenti, creare valore significativo e instaurare relazioni autentiche con i consumatori".

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