Come si informano gli italiani? Internet batte la televisione. L'Osservatorio Agcom
L’accesso alle news online passa soprattutto da social network e motori di ricerca, ma il 30% degli italiani continua a informarsi tramiti siti e app degli editori tradizionali
Internet è la prima porta d’accesso all’informazione per il 55,8% degli italiani nel primo semestre del 2025. A rivelarlo è la seconda edizione dell’Osservatorio annuale sul sistema dell’informazione, realizzato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che racconta un sistema dei media in rapida evoluzione, sospeso tra rivoluzione digitale e bisogno di credibilità.
Gli italiani e la rete
I dati mostrano un cambiamento strutturale ormai consolidato: nel primo semestre 2025 Internet si conferma la prima porta di accesso all’informazione per il 55,8% degli italiani, rinforzando il distacco sulla televisione che scende al 43,2%.
La rete è l’unico mezzo in crescita e diventa lo snodo attraverso cui i cittadini cercano notizie e costruiscono la loro dieta informativa. Solo gli over 65 continuano (59,8%) a preferire la televisione. Il 34,1% della popolazione tende a informarsi utilizzando un solo mezzo, ma cresce la fascia degli “onnivori”: circa il 26% utilizza almeno quattro mezzi diversi, e quasi il 10% ne impiega sei o più (+4,3 punti percentuali rispetto al 2024).
La frattura generazionale determina un digital divide informativo: il 40,7% dei più giovani si informa solo tramite la rete, mentre gli anziani restano legati ai mezzi tradizionali (il 44% ne fa uso esclusivo). Per le fasce intermedie della popolazione prevale la multicanalità, con una forte integrazione tra mezzi tradizionali e rete.
L’accesso alle news online passa soprattutto da social network (25,1%) e motori di ricerca (24,7%), ma il 30% degli italiani continua a informarsi tramiti siti e app degli editori tradizionali (radio, tv e stampa), con i quotidiani e periodici online che crescono al 14,5% (+ 2,7 punti percentuali rispetto al 2023). Rilevante tra i più giovani il ruolo delle piattaforme di condivisione video.
Il paywall resta marginale: solo il 6,1% dei cittadini ha un abbonamento alla versione online di quotidiani, gli altri utilizzano strategie alternative di reperimento gratuito delle notizie.
Cala la fiducia nel sistema dell'informazione
Si allenta la fiducia complessiva nel sistema dell’informazione, con i media tradizionali - radio, televisione e stampa - che godono di un livello di fiducia alto da parte dei cittadini in misura quasi doppia rispetto alle fonti online (35,9% contro 20%). Circa un italiano su cinque dichiara di informarsi raramente o per nulla, principalmente a causa della ripetitività dei contenuti (22,3%), della loro negatività (18,1%), dell’impatto emotivo (15,2%), della sfiducia nei giornalisti (14,6%) e dell’eccesso di informazioni (14,4%).
Meno informazione sulla tv generalista
Mentre il web accelera, la TV rallenta. L’offerta informativa della televisione generalista nel 2025 ha subito una contrazione del 7% rispetto al 2024 e dell’11,9% rispetto al 2019. Mentre i telegiornali tengono, a crollare sono i programmi "Extra TG" (talk show e approfondimenti), ridottisi dell’11,3% rispetto al 2024 e del 16% rispetto al 2019.
Per quel che riguarda i temi, politica, cronaca e esteri concentrano due terzi del tempo informativo, ma cambia l’agenda: meno spazio alla politica interna e sempre più attenzione agli esteri, spinti dall'instabilità dei conflitti internazionali.