19/02/2026
di Simone Freddi

Coricelli rafforza gli investimenti media: nel 2026 più digitale e partnership

L’azienda olearia intende affermarsi come riferimento nella cultura dell’olio attraverso education, community e integrazione tra comunicazione e business. Ne abbiamo parlato con Chiara Coricelli, Amministratore Delegato e Presidente

Nel 2026 la comunicazione sarà uno degli assi strategici su cui Pietro Coricelli intende consolidare la propria crescita. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento del brand in un mercato ancora fortemente orientato alla leva prezzo, affermandosi come punto di riferimento autorevole per la cultura dell’olio attraverso contenuti, educazione e una presenza digitale sempre più strutturata e integrata.

Per la storica azienda olearia di Spoleto, guidata dalla terza generazione della famiglia, questo percorso si inserisce in un quadro di performance economiche in crescita - con un 2024 chiuso a 415 milioni di euro di fatturato (+25%) - e si traduce in un piano che combina brand building e attivazione, advertising digitale e partnership editoriali strategiche, come quella avviata con GialloZafferano per tutto il 2026.

Ne abbiamo parlato con Chiara Coricelli, Amministratore Delegato e Presidente di Pietro Coricelli.

Quali sono i principali obiettivi che Coricelli si pone sul piano della comunicazione e del marketing nel 2026?

Nel 2026 Coricelli intende rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come marca di riferimento nel mondo dell’olio, distinguendosi in un mercato spesso percepito come omogeneo e guidato principalmente dalla leva prezzo. L’obiettivo è consolidare l’awareness del brand, valorizzandone l’identità, la storia e il know-how costruito dal 1939, ma soprattutto rafforzare il ruolo di Coricelli come punto di riferimento autorevole per la cultura dell’olio.

Parallelamente, vogliamo continuare a investire nella costruzione di una relazione più solida e partecipativa con la nostra community, trasformando l’interazione in un vero asset strategico.

Su quali direttrici strategiche intendete concentrare maggiormente gli sforzi comunicativi nel corso dell’anno?

Le nostre priorità si muovono lungo alcune direttrici chiare. La prima riguarda la costruzione di valore: intendiamo spostare sempre più la narrazione dall’elemento prezzo a quello qualitativo, culturale e distintivo del prodotto. L’olio, e in particolare l’extra vergine, non può essere trattato come una commodity, ma come un ingrediente identitario della cucina italiana.

Un’altra direttrice fondamentale è l’educazione del consumatore. In Italia esiste la convinzione diffusa di conoscere molto bene l’olio, ma spesso manca una reale consapevolezza delle differenze qualitative, dei processi produttivi e degli utilizzi corretti in cucina. In questo contesto, il nostro compito è fare divulgazione con un linguaggio accessibile ma autorevole.

Infine, vogliamo modernizzare ulteriormente il tono di voce del brand, rendendolo più dinamico e vicino alle nuove generazioni, senza perdere coerenza con la nostra storia.

Come intendete farlo? Quali sono le principali attività di comunicazione in programma tra advertising, contenuti, digital e progetti speciali?

Per raggiungere questi obiettivi adotteremo un approccio integrato, in cui il digitale continuerà a giocare un ruolo centrale e sempre più strategico. La comunicazione online non sarà solo uno strumento di presenza, ma un sistema pianificato per massimizzare l’efficacia e la rilevanza dei messaggi.

La strategia prevede un mix equilibrato tra advertising digitale, sviluppo di contenuti proprietari, progetti editoriali e collaborazioni con creator e ambassador del mondo food. Le campagne saranno progettate in modo mirato, con segmentazioni avanzate e attivazioni geolocalizzate, così da intercettare il consumatore nei momenti e nei contesti più coerenti, anche in prossimità dei punti vendita o in aree strategiche per il business.

Grande attenzione sarà dedicata alla produzione di contenuti educativi e di ricettazione, capaci di mostrare concretamente l’utilizzo dei nostri prodotti e di rafforzare il posizionamento del brand come partner affidabile in cucina. Allo stesso tempo, continueremo a investire in attività di community management e in iniziative che stimolino la produzione di contenuti generati dagli utenti, perché crediamo che l’autenticità della relazione sia un fattore chiave di crescita.

Che ruolo hanno i contenuti e le partnership editoriali, come quella avviata con GialloZafferano, all’interno della vostra strategia complessiva?

I contenuti rappresentano il cuore della nostra strategia. Attraverso di essi costruiamo autorevolezza, trasmettiamo competenza e rafforziamo il legame con il consumatore. Le partnership editoriali, come quella avviata con GialloZafferano, si inseriscono proprio in questa logica: non si tratta solo di visibilità, ma di integrazione del brand in contesti coerenti e credibili.

Collaborare con piattaforme di riferimento nel mondo della cucina ci consente di intercettare un pubblico altamente profilato, mostrando il prodotto in situazioni di utilizzo reali e quotidiane. È un modo efficace per coniugare posizionamento, utilità e qualità del contatto.

Come distribuirete il vostro budget pubblicitario tra i diversi mezzi?

Per il 2026 prevediamo un investimento pubblicitario in crescita, con una quota prevalente destinata al digitale. La distribuzione del budget privilegerà attività ad alto impatto qualitativo e misurabile, con particolare attenzione a social media, branded content e campagne performance-oriented.

Una parte significativa delle attività digitali sarà pianificata attraverso campagne targettizzate e geolocalizzate, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza dell’investimento e rafforzare la connessione tra comunicazione e sell-out. Non si tratta solo di ampliare la copertura, ma di migliorare la precisione del contatto, intercettando pubblici specifici con messaggi coerenti e contestuali.

Come stanno cambiando le vostre strategie di comunicazione negli ultimi anni alla luce dell’evoluzione dello scenario media e dei nuovi comportamenti dei consumatori?

Negli ultimi anni abbiamo progressivamente evoluto il nostro approccio, passando da una comunicazione prevalentemente istituzionale a una più conversazionale, misurabile e data-driven. I consumatori oggi richiedono autenticità, trasparenza e contenuti utili, ma allo stesso tempo si muovono in ecosistemi digitali sempre più frammentati.

Per questo stiamo investendo in un modello di comunicazione più preciso e performante, che combina contenuti di valore con pianificazioni mirate e attivazioni geolocalizzate. L’obiettivo è integrare sempre di più brand building e attivazione, trasformando la comunicazione digitale in uno strumento capace non solo di generare awareness, ma anche di sostenere concretamente il business.

La comunicazione non è più solo esposizione, ma relazione e attivazione: ed è su questa integrazione che intendiamo costruire la crescita futura del brand.

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