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29/03/2021
di Andrea Salvadori

Publicis Groupe: rumour sull’ingresso di nuovi azionisti. Colloqui (smentiti) anche con Vivendi

La società francese avrebbe parlato di possibili cessioni di quote non solo con i fondi di private equity ma anche con il gruppo di Vincent Bolloré che controlla Havas. Incontri terminati con un nulla di fatto

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Publicis Groupe ancora al centro di indiscrezioni in merito al possibile ingresso nel capitale di nuovi azionisti.

A inizio anno era circolata la notizia di colloqui avviati con alcuni fondi di investimento, e in particolare con Cvc, relativi alla possibile acquisizione del gruppo pubblicitario francese o di una parte delle sue quote. Una notizia subito smentita da Publicis.


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Ora, secondo quanto ricostruito dal canale televisivo francese Bfmtv, emerge che tra le realtà con cui il management di Publicis Group avrebbe intavolato negli scorsi mesi dei colloqui esplorativi vi sarebbe anche Vivendi, la società che fa capo a Vincent Bolloré e che controlla Havas Group, il rivale pubblicitario di Publicis sul mercato transalpino e non solo.  

Il fatto che Bolloré sia interessato a Publicis non è un mistero, dal momento che da tempo il finanze bretone auspica un merger tra le due società. Quello che fa notizia semmai è che Publicis abbia preso in considerazione una sua proposta. Ad ogni modo, sempre secondo Bfmtv, i colloqui tra Vivendi e Publicis si sarebbe già interrotti, con il gruppo francese non interessato a procedere. E la stessa Vivendi, interpellata al riguardo dal canale tv, ha affermato che la notizia è priva di fondamento.

Bolloré è stato in passato anche azionista di Aegis Group, fino a quando il gruppo britannico è stata venduto alla giapponese Dentsu.

L’indiscrezione ha provocato un rialzo del titolo di Publicis, come avvenuto d’altronde a dicembre quando era uscita la notizia delle trattative in corso con Cvc. Da inizio anno il titolo ha guadagnato il 29,9% e oggi la capitalizzazione di Publicis ha raggiunto un valore di 12,9 miliardi di euro.


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Secondo la ricostruzione di Bfmtv, Publicis sarebbe alla ricerca di un assetto azionario più solido, soprattutto perché Elisabeth Badinter, figlia del fondatore Marcel Bleustein-Blanchet, vice presidente e azionista di riferimento con il 12,85% dei diritti di voto, ha appena compiuto 77 anni e i suoi eredi non sarebbero interessati a raccoglierne il testimone al vertice della holding pubblicitaria. 

A maggio inoltre, in occasione dell'assemblea degli azionisti, dovrebbe chiudersi la carriera in Publicis di Maurice Lévy. Amministratore delegato della società per 30 anni fino al 2017, titolare di circa il 2,5% dei diritti di voto, Lévy è stato poi nominato chairman del supervisory board. Ora, tra chi spera di evitare possibili vendite di quote azionarie o cessioni, c’è chi in Publicis auspica il rinnovo dell’incarico a Lévy. In particolare il ceo e chairman Arthur Sadoun, il manager che ha lavorato in questi anni fianco a fianco del suo predecessore. 


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Maurice Lévy ed Elisabeth Badinter sono infatti considerati tra i più avversi ad un possibile evoluzione dell’attuale assetto societario. La permanenza nel gruppo di Lévy renderebbe di certo più ostico per gli altri soci procedere alla vendita di una parte o dell'intera società. Anche se nel 2013 fu proprio Lévy ad aver accettato un "matrimonio alla pari" con la società americana Omnicom Group, in quella che sarebbe stata la più grande operazione di merger&acquisition nella storia della pubblicità, se non fosse che dopo un anno le trattative si interruppero.

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