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28/09/2021
di Rosa Guerrieri

Michele Boriosi racconta Aboca City: la città digitale creata da Lotrèk per rispondere alle esigenze del pharma

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La digital agency Lotrèk ha acquisito negli anni notevole expertise relativamente al settore farmaceutico, tanto da dare vita a una business unit dedicata: Health Lotrèk. L’esperienza acquisita a stretto contatto con le aziende farmaceutiche ha permesso alla digital agency di identificare con chiarezza le criticità più comuni nel settore, come una scarsa centralizzazione delle informazioni, un basso coinvolgimento della forza vendita e una frammentazione della comunicazione interna.

Per rispondere a queste esigenze, Lotrèk ha creato PharmaCity: una città virtuale capace di migliorare i flussi aziendali e di potenziare le performance di sell in e sell out. Il principale punto di forza di questo strumento è la totale possibilità di personalizzazione: il prodotto che viene fornito all’azienda è cucito sulle sue esigenze specifiche.

Sulla base di questo modello è nata AbocaCity, la città digitale di Aboca Group. Michele Boriosi, Digital Applications Manager Aboca Group, ci racconta i dettagli di questo progetto.

Michele Boriosi

Michele Boriosi

Quali erano le esigenze aziendali che AbocaCity doveva risolvere o agevolare? Quali le ragioni che vi hanno spinto ad adottarla?

Quando con Lotrèk abbiamo iniziato a confrontarci su AbocaCity la nostra principale necessità era quella di avere un sistema centralizzato per la gestione delle informazioni relative ai nostri prodotti, in sintesi di un PIM (Product Information Management). L’obiettivo dichiarato era rendere più efficiente la pubblicazione e l’aggiornamento di tutte le schede prodotto presenti nei nostri molteplici sistemi di front end, tracciando un percorso in due fasi: la prima consisteva nell'ottimizzare i tempi di lavoro del Dipartimento Digital, unico detentore delle competenze tecniche necessarie a intervenire sulle piattaforme di frontend; la seconda nel rivedere i processi aziendali distribuendo il lavoro di editing tra più dipartimenti, ognuno responsabile per il proprio ambito di competenza. La continua crescita della struttura aziendale e soprattutto la spinta verso i mercati internazionali sono state il driver necessario verso l’adozione di una soluzione tecnologica che potesse far fronte a queste esigenze.

La possibilità di personalizzazione tailor made dello strumento ha influito sulla scelta? Se sì, quanto?

All’inizio di questo percorso ci siamo trovati di fronte a un bivio: adottare una soluzione di mercato o costruire una piattaforma custom. Quando abbiamo scelto AbocaCity avevamo infatti già preso in considerazione alcuni tra i principali PIM presenti sul mercato, certamente validi e performanti, ma anche sovrastrutturati e impegnativi in termini di costi (specialmente sul lungo periodo). In linea generale va detto che anche costruire una piattaforma da zero può risultare molto oneroso, soprattutto per quanto riguarda i tempi di prima implementazione fino al go-live. Nel nostro caso, la scelta di AbocaCity ci è sembrata la più conveniente perché siamo partiti da un “prodotto” custom, con un set di funzionalità e servizi predefinito, andando poi a personalizzare alcuni elementi e a progettare solamente i moduli aggiuntivi di cui avevamo bisogno. Sicuramente se avessimo scelto una piattaforma di mercato saremmo andati live molto prima, ma complessivamente crediamo che il costo/beneficio non sarebbe stato altrettanto vantaggioso.

Che “ruolo” svolge attualmente in azienda AbocaCity? In che modo è integrata nei processi lavorativi?

In questo momento AbocaCity è a tutti gli effetti il nostro PIM: abbiamo completato la prima fase e pertanto ora siamo in grado di editare tutte le informazioni di prodotto e pubblicarle da un unico strumento centrale. Abbiamo anche cominciato un percorso di formazione verso altri dipartimenti, in primis il nostro Centro Traduzioni, iniziando quindi a rendere più snelli ed efficienti alcuni processi interni.

Che risultati ha portato? Che vantaggi ha offerto?

Parlare concretamente di risultati non è semplice e in un certo senso ancora prematuro. Qualunque strumento, anche il più innovativo, non può portare benefici se non insieme a cambiamenti di mindset e a una revisione dei processi. Vediamo però dei primi segnali confortanti: tutti coloro che si sono approcciati a utilizzare lo strumento ne hanno percepito le potenzialità e apprezzato la semplicità.

In che modo ha cambiato la quotidianità lavorativa?

Il processo di change management è ancora all’inizio. Solo quando avremo completato queste prime fasi e allargato la base utenti coinvolta nell’operatività sulla piattaforma potremo dimostrare concretamente di aver portato i benefici sperati. Siamo però in cammino sulla strada verso una maggiore efficienza.

In futuro, pensate di ampliarne le funzionalità? Se sì, in che modo?

Per quando riguarda i prodotti stiamo già portando avanti degli sviluppi per automatizzare l’aggiornamento dei contenuti anche su piattaforme terze e per dialogare in maniera strutturata con sistemi di diversa tecnologia. Contestualmente stiamo sviluppando nuovi moduli che andranno ad arricchire AbocaCity, sempre con l’intento di centralizzare contenuti e funzionalità, anche in ambiti diversi dai Prodotti: stiamo infatti costruendo degli “edifici” per offrire servizi e strumenti di Formazione e per gestire o pubblicare eventi e iniziative aziendali.

Se dovesse consigliarlo, a che tipo di azienda pensa sarebbe utile?

Una piattaforma come AbocaCity si rivolge sicuramente ad aziende strutturate che hanno bisogno di gestire sistemi complessi in maniera semplice. La metafora della città permette agli utenti (anche quelli meno digitalizzati) di approcciarsi allo strumento in maniera più immediata e frictionless, elemento da non trascurare in organizzazioni medio-grandi che necessariamente vivono una transizione generazionale e professionale che spesso si scontra con il Digital. Dal mio punto di vista la City di Lotrèk esprime al meglio le sue potenzialità in ambito B2B, ma senza limitazioni particolari a livello di settori; per questa ragione la ritengo una soluzione di indubbio valore.

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