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di Simone Freddi

ChatGPT apre alla pubblicità: OpenAI annuncia i primi test sugli annunci

I primi formati adv saranno testati negli Stati Uniti sui piani Free e Go: si apre un nuovo spazio media per brand e agenzie

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OpenAI ha annunciato l’intenzione di introdurre formati pubblicitari su ChatGPT, avviando nelle prossime settimane una fase di test negli Stati Uniti sui piani Free e ChatGPT Go. I piani Plus, Pro, Business ed Enterprise resteranno invece privi di inserzioni.

Il passaggio segna l’ingresso formale di ChatGPT nel mercato dell’advertising, dopo mesi di voci e ipotesi su una possibile apertura alla pubblicità su ChatGPT. Una mossa di indubbio interesse per il mercato, che apre un nuovo inventario media all’interno di un ambiente conversazionale ad altissima frequenza d’uso e forte intenzionalità. Un contesto che potrebbe risultare particolarmente interessante per brand utility-driven, retail, travel, food, servizi e, più in generale, per tutte quelle aziende in grado di offrire soluzioni rilevanti nel momento stesso della richiesta. Anche PMI e brand emergenti potrebbero beneficiare di un ambiente meno affollato rispetto ai canali digitali tradizionali e di una scoperta dei prodotti guidata dal contesto.

I principi dell’approccio pubblicitario di OpenAI

Considerata la natura conversazionale e potenzialmente ambigua dei modelli LLM, per OpenAI era fondamentale chiarire fin da subito come funzionerà e che aspetto avrà la pubblicità su ChatGPT.
La società ha spiegato che gli annunci saranno sempre chiaramente identificabili e separati dalle risposte generate da ChatGPT, comparendo in spazi dedicati dell’interfaccia, generalmente al termine delle conversazioni o in contesti specifici. Un altro elemento centrale riguarda l’indipendenza delle risposte: i contenuti generati da ChatGPT non saranno influenzati dagli inserzionisti e continueranno a essere ottimizzati esclusivamente sulla base dell’utilità per l’utente.

Nella foto: chatGPT, annunci di pubblicità su ChatGPT

Un'immagine diffusa da ChatGPT sull'aspetto degli annunci

Sul fronte dei dati, OpenAI ha ribadito che le conversazioni resteranno private e non verranno mai condivise o vendute agli inserzionisti. Gli utenti manterranno inoltre il controllo sull’esperienza pubblicitaria, con la possibilità di disattivare la personalizzazione e cancellare in qualsiasi momento i dati utilizzati per gli annunci. È infine prevista l’esclusione totale della pubblicità in prossimità di contenuti sensibili o regolamentati e per gli account riconducibili a utenti sotto i 18 anni.

Una scelta strategica legata a ChatGPT Go

Benché in parte attesa, questa apertura alla pubblicità rappresenta una sorta di inversione di rotta per OpenAI, che finora ha basato il proprio modello di business principalmente sugli abbonamenti. Lo stesso a.d. e co-fondatore Sam Altman aveva espresso in passato una netta avversione per la pubblicità, definendola una “ultima risorsa”.
Nel tempo, però, la crescita dei costi infrastrutturali dell’IA e l’obiettivo di mantenere ChatGPT accessibile su larga scala hanno portato a una posizione più pragmatica: la pubblicità diventa uno strumento per finanziare l’accesso all’intelligenza artificiale.

In questa chiave, l’introduzione degli annunci va letta insieme all’espansione di ChatGPT Go, il piano “entry-level” a pagamento che OpenAI sta spingendo a livello globale. Lanciato lo scorso anno in India, il piano dallo scorso fine settimana è disponibile in tutti i Paesi in cui opera ChatGPT a 8 dollari al mese, Italia inclusa. Gli annunci diventano così una leva per sostenere un modello freemium più accessibile, ampliando la base utenti senza comprimere il valore dei piani premium.

ChatGPT Go è pensato per chi desidera maggiore potenza rispetto al piano gratuito, ma a un prezzo contenuto. Offre un accesso ampliato al modello GPT-5.2 Instant, con più messaggi, caricamenti, generazione di immagini e una memoria più estesa. Un livello intermedio che, anche grazie alla pubblicità, rappresenta oggi uno dei pilastri della strategia di crescita di OpenAI. La sfida per l’azienda americana sarà capire se l’introduzione degli annunci riuscirà a preservare un equilibrio sostenibile tra fiducia, utilità e monetizzazione.

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